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8 marzo 2007

Al Prof. Gianni Nicoletto di Parma Laurea Honoris Causa dall’università di Žilina

Lo Scientific Board della Facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università di Žilina, in Slovacchia, conferirà il dottorato honoriLo Scientific Board della Facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università di Žilina, in Slovacchia, conferirà il dottorato honoris causa al professor Gianni Nicoletto, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Parma, a riconoscimento dei contributi scientifici e delle collaborazioni accademiche sviluppate nell’arco degli ultimi anni. Ne ha dato personale comunicazione il Rettore dell’Ateneo di Žilina, prof. Jan Bujnak, CSc. La data della cerimonia di conferimento del titolo “doctor honoris causa” è stata fissata per il prossimo 3 aprile, nella sede del prestigioso ateneo slovacco.
La collaborazione tra i due atenei è nata oltre 15 anni fa con una prima permanenza presso il laboratorio del prof. Nicoletto di un ricercatore dell’Università di Žilina conosciuto durante un convegno nell’allora Cecoslovacchia: visita avvenuta nel momento della crisi del blocco sovietico e di apertura delle frontiere.
“La maggiore facilità di movimento ha consentito di consolidare i rapporti – spiega Gianni Nicoletto – poichè lavoravamo su analoghi temi di ricerca nell’ambito dei materiali metallici da costruzione, le problematiche nel loro utilizzo in meccanica, l’ottimizzazione delle loro proprietà. Oltre agli interessi scientifici condivisi, gli scambi hannno gradualmente coinvolto aspetti relativi alla didattica universitaria con lo scambio di esperienze, il coinvolgimento reciproco in progetti finanziati dai rispettivi ministeri dell’Università e Ricerca e degli Esteri, dalla Comunità Europea e anche da aziende che hanno beneficiato della integrazione delle competenze tecnico- scientifiche”.
Gli scambi tra le Università di Parma e di Žilina hanno gradualmente interessato altri docenti e colleghi, dottorandi italiani e slovacchi ed infine anche studenti di ingegneria meccanica ed ingegneria dei materiali delle due Università nell’ambito dei progetti Socrates/Erasmus e Leonardo. Nel corso degli anni l’Università di Žilina ha coinvolto il prof. Nicoletto in molti altri aspetti della sua vita accademica quali le commissioni di promozione dei professori, i comitati scientifici di convegni internazionali da loro organizzati e la collaborazione con un centro di eccellenza sull’ingegneria dei trasporti sponsorizzato dalla Comunità Europea. Oggi Nicoletto è anche revisore di progetti per le agenzie nazionali slovacca e ceca responsabili del finanziamento della ricerca universitaria.
Relativamente alle “differenze” di modalità – didattiche e di ricerca – tra le due Università, il professor Nicoletto spiega: “Quando l’ho visitata per la prima volta, la Slovacchia aveva un sistema universitario e di ricerca coerente con l’impostazione dei paesi del blocco dell’Est, caratterizzato da istituti di ricerca (Accademia delle Scienze) specializzati nella ricerca fondamentale e da università che avevano una grande focalizzazione sul loro ruolo didattico, con un numeroso corpo docente e con una varietà di specializzazioni finalizzate ai settori industriali nazionali. Dagli anni ’90 la Slovacchia ha modificato l’impostazione di lavoro delle proprie università adottando quella dei paesi occidentali, promuovendo un maggiore coinvolgimento tra università e ricerca industriale e la sua internazionalizzazione. Ha applicato direttive europee riorganizzando gli studi con la laurea breve, la specializzazione e il dottorato di ricerca. Oggi la loro didattica dell’ingegneria è, come argomenti ed impostazione, molto vicina alla nostra, però con una maggiore tendenza allo studio focalizzato ed alla professionalizzazione tecnica mediante l’utilizzo di laboratori didattici che sono a volte carenti in Italia”.
In questi ultimi tempi si parla spesso di “fuga dei cervelli”: Gianni Nicoletto ha preferito essere un “pendolare” e non un “fuggiasco”… “Penso di essere un “cervello aperto” da sempre all’internazionalizzazione – dice – Sono stato all’estero da giovane laureato all’inizio degli anni 80, prima di entrare all’Università dove ho successivamente sviluppato la mia carriera. Questa iniziale esperienza internazionale è stata per me fondamentale e per questo ho sempre cercato di incoraggiare gli studenti di ingegneria all’apertura verso l’estero e di supportarli attivamente. L’evoluzione del programma di scambio Socrates in ingegneria meccanica dell’Università di Parma, che seguo da quando è stato attivato dalla Comunità Europea e che consente periodi di studio riconosciuto in molti Paesi europei, è per me motivo di orgoglio”.
Quanto alla fuga dei giovani cervelli italiani, secondo il prof. Nicoletto essa si verifica a causa delle note difficoltà di arruolamento del nostro sistema universitario e per la complessità di intraprendere una carriera nella ricerca industriale, principalmente dovuta alle caratteristiche del tessuto industriale nazionale: “In ingegneria la fuga è forse meno marcata rispetto ad altri ambiti scientifici perchè comunque le aziende di ogni dimensione necessitano di ingegneri per molti ruoli importanti. Credo però che sempre più in futuro per i laureati l’apertura ad esperienze di lavoro e studio all’estero sarà una componente necessaria della formazione e non una libera scelta. E non solo verso i Paesi a noi più vicini come mentalità e cultura come quelli europei ma anche verso Paesi emergenti che sono vicini all’attuale baricentro dell’ecomonia globale. In queste settimane – ricorda Nicoletto – la Facoltà di Ingegneria di Parma ha accolto docenti universitari della Malaysia ed Indonesia per discutere di scambio di studenti e riconoscimento degli studi”.
Il dottorato honoris causa gli è stato attribuito sia per l’alto contributo scientifico nel proprio campo di studio sia per il ruolo di promotore dello sviluppo della collaborazione tra le due Università che ha portato benefici ad entrambi i partner, aspetti che saranno parte integrante della “lectio doctoralis” che il prof. Nicoletto terrà all’Ateneo di Žilina: “Nella mia lectio dedicherò una parte importante al riesame delle esperienze comuni più significative tentando un primo bilancio e presentando le mie opinioni sul futuro. Nella parte scientifica della lectio presenterò le mie opinioni sulle moderne tendenze nel mio settore di ricerca che è centrato sulla comprensione e la previsione del comportamento dei materiali per applicazioni strutturali evidenziando risultati significativi ottenuti anche grazie alla collaborazione ultradecennale tra i gruppi di studio di Parma e di Žilina. Le mie periodiche visite – sottolinea Nicoletto – mi hanno consentito di seguire la veloce trasformazione della Slovacchia da Paese del Est Europa a Paese che fa parte a pieno titolo dell’Europa Unita. Aziende di tutto il mondo hanno portato nuove iniziative o hanno rilanciato un tessuto industriale obsoleto ma di lunga tradizione. L’esempio recente più eclatante è l’apertura vicino a Žilina della grande fabbrica di automobili della coreana KIA che produrrà a regime 300000 vetture per il mercato europeo”.
In ultima analisi, il prof. Gianni Nicoletto sottolinea che, sebbene la Germania abbia in Slovacchia un ruolo economico dominante anche per la contiguità geografica, anche l’Italia esercita, specialmente sui giovani, una forte attrazione per la cultura e lo stile di vita che motiva l’interesse a conoscerci meglio: “Molte aziende, anche della nostra regione, hanno dato il via in Slovacchia ad iniziative sia produttive sia di espansione di mercato. Credo per questo che possano beneficiare del supporto di Università sia italiane sia slovacche nella formazione di tecnici e personale con conoscenze delle rispettive realtà e mentalità a seguito di scambi di studio”.

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