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24 marzo 2007

CENSIS: millefacolta’- zero lavoro

Le facoltà sono aumentate. Vanno al passo con i tempi; associano ad ogni “nuova” necessità un’altrettanto nuova figura professional

Le facoltà sono aumentate. Vanno al passo con i tempi; associano ad ogni “nuova” necessità un’altrettanto nuova figura professionale.
Hanno i nomi più disparati, lunghissimi e alle volte impronunciabili.
Ma serviranno poi tutti questi corsi?
Secondo il rapporto stilato in questi giorni da Censis, proprio no.
Dalla ricerca, infatti, emerge che ci sono sempre meno sbocchi lavorativi, soprattuttto in corrispondenza delle nuove facoltà. Anche perché il lavoro sembra crescere in tutt’altra direzione. Entro il 2009, in effetti, sono le professioni non qualificate ad essere destinate a crescere del 4,5% e non le professioni specializzate in cui le nuove facoltà speravano.
Attualmente, sempre secondo il rapporto Censis, un terzo dei laureati italiani è sottoccupato. Una percentuale che , come sempre, è minore per le facoltà scientigiche e maggiore per quelle umanistiche.
Uno degli esempi più eclatanti portati dal Censis è quello di Scienze della Comunicazione. Questa facoltà aveva fatto ben sperare quando i primi laureati in questa disciplina avevano trovato subito occupazione. Ma oggi le cose sono diverse. Basta solo pensare che attualmente i laureati in questa facoltà sono 12.327 contro i 1.098 dei primi anni.
Sembra quindi ovvio che oggi molte persone non trovino lavoro.
E non è un caso che uno studente su quattro affermi che , se potesse, tornerebbe indietro e cambierebbe la scelta del corso di laurea….
Ma tornare indietro, purtroppo, non si può!!!!

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