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1 marzo 2007

Conoscere le lingue europee spinge l’economia

Secondo quanto è emerso da un recente studio condotto su richiesta della Commissione europea, nelle aziende che operano nel settore dell’exportSecondo quanto è emerso da un recente studio condotto su richiesta della Commissione europea, nelle aziende che operano nel settore dell’export dei 29 paesi europei presi in esame, è riscontrabile un danno valutato in circa cento miliardi di euro imputabile alla scarsa conoscenza delle lingue straniere.
Nel campo dell’export, oltre che all’inglese, si stanno ritagliando uno spazio importante il russo per quanto riguarda i commerci con l’est Europa, il tedesco, il polacco, il francese per i commerci con l’Africa e lo spagnolo per quelli che interessano l’America Latina.
In uno scenario come quello che è stato rappresentato dalla ricerca in questione, l’Italia ne esce a testa alta, il 55% delle nostre aziende (contro il 40% di quelle francesi e il solo 3% dei britannici) dichiara di essere sensibile al problema e di essere pronto a studiare una “strategia linguistica” adeguata a limitare il problema. Gli italiani risultano invece sotto la media quando si tratta di offrire ai propri dipendenti corsi di lingue straniere di qualità, la situazione nell’immediato futuro potrà giocare a favore delle Università di lingue che vedendo aumentare i propri iscritti giocherebbero un ruolo fondamentale nella preparazione di una classe di lavoratori sempre più importante.

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