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27 marzo 2007

Informatica e biologia molecolare

Un nuovo appuntamento per il ciclo di incontri della “Settimana della cultura scientifica e tecnologica”, organizzato dall’Università degli StuUn nuovo appuntamento per il ciclo di incontri della “Settimana della cultura scientifica e tecnologica”, organizzato dall’Università degli Studi di Trieste, dal Centro interdipartimentale per la ricerca didattica (Cird) e dal Sistema museale di Ateneo (SmaTs): “informatica e biologia molecolare: una nuova frontiera per l’interdisciplinarità”, protagonista giovedì 22 marzo Bachelet Francesco Fabris del Dipartimento di Matematica e Informatica. Informatica e biologia molecolare sono discipline molto lontane, che recentemente hanno aperto varchi interdisciplinari di grande interesse. Se da un lato l’Informatica, con i suoi strumenti concettuali, i suoi metodi e le sue macchine, sta influendo in modo determinante sull’evoluzione della ricerca in ambito bio-molecolare, dall’altro la biologia molecolare, grazie alle recenti tecniche di Polymerase Chain Reaction, sembra offrire il contesto per un modello di computazione non-ortodossa basata sull’impiego del DNA. All’Università di Trieste è inoltre possibile toccare con mano in anteprima alcuni pezzi della mostra sulla storia del “personal computer” che SmaTs e Cird stanno preparando per il prossimo autunno. All’interno del Centro servizi informatici (Edificio H2, stanza T9) sono in mostra, tanto per fare qualche esempio, un piatto disco da 70 cm (sistema antenato degli hard disk) della metà degli anni 70, il computer da tavolo Olivetti Programma 101 del 1965 del peso di 30 kg oppure un accoppiatore acustico considerato l’antenato del modem.

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