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9 marzo 2007

Laureate italiane: meno pagate e più precarie

Secondo il IX rapporto AlmaLaurea sulle condizioni occupazionali dei laureati italiani, a un anno dalla tesi la differenza occupazionale tra i gen

Secondo il IX rapporto AlmaLaurea sulle condizioni occupazionali dei laureati italiani, a un anno dalla tesi la differenza occupazionale tra i generi è dell’8% e il sesso forte svolge i lavori più prestigiosi e remunerativi.
L’indagine è stata condotta su 89.000 laureati di 40 atenei italiani, tra cui 53.287 donne. A un anno dalla laurea, le differenze fra uomini e donne in termini di occupazione sono di 8 punti percentuali. Un distacco significativo che equivale a 49 donne che lavorano su cento, rispetto a 57 uomini. E il distacco è in continua evoluzione. Fra i laureati del ‘99 la differenza era pari al 3 per cento, fra quelli del 2000 invece a 5 punti percentuali. A cinque anni dal conseguimento dello stesso titolo accademico lo svantaggio femminile diminuisce leggermente. Analizzando la generazione dei laureati del 2001 la distanza tra uomo e donna sfiora il 9 per cento, con una media di 90 uomini contro 81 donne che lavorano.
Inoltre gli uomini più delle donne trovano un impiego grazie alla chiamata diretta del datore di lavoro e agli annunci su bacheche e giornali, mentre le donne partecipano in misura maggiore a concorsi, fanno e proseguono stage o altre attività di formazione. Per quanto riguarda i tempi, le donne impiegano in media 6 mesi per trovare un’occupazione, mentre gli uomini solo 5 mesi.
La stabilità riguarda più gli uomini che il gentil sesso: a un anno dalla tesi sono stabili 65 laureate su cento contro i 78 laureati su cento.
Per i guadagni a un anno dalla laurea gli uomini guadagnano più delle loro colleghe: 1.184 euro netti al mese per gli uomini contro 926 per le donne nel 2006. A 5 anni dalla tesi gli uomini guadagnano 1.503 euro contro i 1.156 delle donne.
E inoltre rispetto ai 58 paesi del mondo analizzati, le italiane sono al quarantottesimo posto per quanto riguarda il livello di partecipazione alle istituzioni e al cinquantunesimo in relazione alla generale partecipazione al mercato del lavoro. E in Europa? Il tasso di occupazione delle italiane, pari al 45 % è tra i più bassi dei paesi U.E.

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