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26 marzo 2007

Laureati in cerca di lavoro: il primo passo è conoscere l’italiano

Come porsi e proporsi nel mondo del lavoro? Il successo o l’insuccesso dipende tutto da come si scrive e si presenta una lettera di lavoro, un curri
Come porsi e proporsi nel mondo del lavoro? Il successo o l’insuccesso dipende tutto da come si scrive e si presenta una lettera di lavoro, un curriculum. Sembra banale il nostro futuro è appeso a poche pagine scritte più o meno bene.
Nonostante il mercato pulluli di manuali dedicati a chi è in cerca di un’occupazione, non ci sono delle regole codificate su come scrivere un curriculum: bisogna essere esaustivi ma non prolissi, evitare il superfluo e muoversi con disinvoltura e con prudenza.
Ebbene si, il problema degli italiani è l’italiano: ortografia e sintassi, lessico e coniugazione dei verbi. A lanciare l’allarme sono i responsabili risorse umane, addetti alla selezione: i curriculum degli italiani sono pietosi. Da un intervista condotta nei confronti degli incaricati alle assunzioni, emerge che la gran parte dei curriculum appaiono pieni di ripetizioni, di mancanze e carichi di errori di tutti i tipi. Gli strafalcioni grammaticali e lessicali non sono solo il prodotto di chi cerca un posto non qualificato; molto spesso aspiranti manager non masticano affatto l’italiano e i risultati sono sotto gli occhi dell’azienda. Colpa dell’e-mail: oramai nessuna manda più curriculum cartacei. La posta elettronica è senz’altro più rapida ma il mezzo si presta a facili sviste ed errori.
E se per ad un aspirante saldatore si perdona un congiuntivo, la regola non vale per un laureato, anche se ingegnere poco avvezzo alle parole ma abilissimo con i numeri. I selezionatori professionali dichiarano infatti che il CV deve essere valutato a seconda della persona e delle sue aspirazioni professionali. Per questo motivo a volte i curriculum possono sembrare ridondanti e a volte invece carenti.
Altro problema spinoso è quello della fotografia. Qui il mondo degli addetti alla selezione si spacca in due: per alcuni è opportuna, per altri decisamente meno. Tutti però sono d’accordo in un punto: le date sono fondamentali. Le aziende cercano giovani svegli e veloci: poco importa il 110 e lode se conseguito dopo 10 anni! Freschezza, velocità e adeguatezza sono le qualità vincenti.

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