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29 marzo 2007

Napoli: in piazza per un’università di qualità

28 marzo 2007- Oggi non è un giorno qualsiasi per gli studenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ infatti proprio

28 marzo 2007- Oggi non è un giorno qualsiasi per gli studenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ infatti proprio oggi che si chiudono le consultazioni elettorali che vedono gli studenti partecipare alla designazione dei loro nuovi rappresentanti in seno agli organi accademici. Eppure proprio in un giorno così particolare c’è stato chi ha scelto di opporsi. Chi non ha votato, ed è sceso in strada a manifestare contro l’intero sistema universitario italiano. Così una manifestazione organizzata dal collettivo Uniriot è partita da una delle sedi dell’Università Orientale, il Palazzo Mediterraneo, in via Marina. Il proposito era attraversare la zona universitaria raccogliendo numerosi adepti lungo il percorso, fino ad arrivare a palazzo Corigliano, dove alle 12.30 si sarebbe tenuto un “pranzo sociale”, per protestare contro la chiusura della mensa dell’orientale. Obiettivo centrato a metà, dato che la manifestazione è arrivata indisturbata e senza problemi alla meta, però i partecipanti sono aumentati poco di numero, rimanendo comunque uno sparuto gruppo di studenti “contro”. La protesta si incentrava sulla mercificazione del sapere, in particolare sul forte aumento delle tasse universitarie riscontrato all’Università Orientale e alla Federico II: il primo ateneo ha visto diminuire le fasce di reddito per il computo delle tasse da pagare da 7 a 3, con il conseguente automatico aumento di tutte le quote di iscrizione, o quasi. La strategia proposta per riportare le tasse al livello precedente è stata proprio quella di non pagarle, tagliando così la fondamentale fonte di introiti all’ateneo. Certo, la mossa potrebbe funzionare, ma anche essere controproducente, ed inoltre se ne dovrà sempre verificare il seguito…in ogni caso è certo che la situazione in molte facoltà partenopee rimanga piuttosto difficile, per la mancanza di strutture e personale. Senza contare che la famosa riforma del 3+2 sembra sempre di più aver reso il percorso di studi universitario una sorta di raccolta punti: dei punti chiamati crediti. E questo non solo a Napoli, ma in tutta Italia. Forse allora è vero che per studiare bene si deve pagare non molto, ma moltissimo?

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