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21 marzo 2007

Parthenope: l’opinione degli studenti sull’inaugurazione dell’Anno Accademico

In seguito all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2006/2007 dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, abbiamo chiesto ad alcuni stu

In seguito all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2006/2007 dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, abbiamo chiesto ad alcuni studenti presenti alla cerimonia quali sono state le loro impressioni sugli interventi dei vari relatori che si sono susseguiti in aula magna.
«Sono pienamente d’accordo con quanto detto dal nostro rettore» ci dice Antonio, giovane laureando iscritto al terzo anno di Management delle imprese internazionali. «I tagli all’università ed alla ricerca orchestrati dal governo Prodi rischiano di acuire ancora di più il divario esistente tra i nostri atenei e quelli esteri. In questo modo – continua Antonio – invece di tentare di far rientrare i nostri cervelli emigrati all’estero ne vedremo partire degli altri». Diametralmente opposta è invece la sua opinione sul discorso del presidente del Consiglio degli studenti, Aldo Russo: «no, non mi è piaciuto! Mi sarei aspettato, da parte sua, una maggiore attenzione per quelli che sono gli innumerevoli problemi della nostra università. La mancanza di aule studio, di spazi pubblici dove poter socializzare o dove poter svolgere attività ludiche, sono solo alcune delle richieste che noi studenti vorremmo venissero esaudite quanto prima. Non esiste un centro fotocopie all’interno dell’ateneo, se non una vecchia fotocopiatrice in biblioteca, e manca una sola informatica accessibile a tutti. Potrei continuare all’infinito, visto che sono davvero tanti i problemi del nostro ateneo». Anche Gianluca Terracciano, consigliere degli studenti alla Parthenope, ha opinioni differenti sugli interventi del rettore e del rappresentante degli studenti: « ho trovato il discorso del nostro rettore davvero molto interessante – ci dice Gianluca – condivido a pieno le criticità in cui si trova la nostra Università e quelle, più generali, del sistema universitario. Trovo davvero importanti i vari passaggi del prof. Ferrara in tema di ricerca e sulla centralità dello studente. Riguardo al discorso del rappresentante degli studenti, come recita la famosa canzone “si può dare di più”! Ma, soprattutto, credo che non basti un discorso per poter esprimere le proprie idee se le stesse non sono supportate da azioni concrete a tutela dei diritti degli studenti. Non basta un buon discorso se si delegittima un organismo come il Consiglio degli studenti che, per regolamento, dovrebbe essere l’unico, democratico, strumento garante per la partecipazione degli studenti alla vita accademica».

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