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27 marzo 2007

Quali biblioteche?

La biblioteca è il luogo di studio per antonomasia, silenzioso, nell’immaginario collettivo un luogo dove studenti si rifugiano dietro catast
La biblioteca è il luogo di studio per antonomasia, silenzioso, nell’immaginario collettivo un luogo dove studenti si rifugiano dietro cataste di libri, immersi in letture e in ricerche impegnative.
Ma è realmente così? Forse, o meglio non in tutte, certamente non nelle biblioteche della Federico II.
A cosa serve una biblioteca? La domanda sembrerebbe banale ma non è così, la ricerca di un libro per una ricerca o una tesi di Laurea può risultare un’odissea.
In primo luogo bisogna contrattare con un personale scorbutico fatto spesso da giovani ragazzi che starebbero volentieri ovunque meno che lì.
In secondo luogo si ha a che fare con un materiale organizzato male che spesso rende molto difficile cercare ciò che serve.
Il personale, pur di non lanciarsi in impervie ricerche, liquida una parte consistente degli studenti, sostenendo la mancanza di libri senza un minimo controllo e questo, per un tesista può risultare un problema non da poco.
Addirittura alcuni consigliano di andare a Milano a ritirare un certo libro senza minimamente preoccuparsi di procurarselo.
Una situazione imbarazzante che rende bene l’idea di come funziona in modo privatistico un servizio che dovrebbe essere pubblico.

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