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1 marzo 2007

Sari Nusseibeh strappa applausi in Aula Magna

L’apparente semplicità dell’approccio a temi di scottante attualità. Forse è questa una delle chiavi per spiegare l’entusiasmo suL’apparente semplicità dell’approccio a temi di scottante attualità. Forse è questa una delle chiavi per spiegare l’entusiasmo suscitato da Sari Nusseibeh, rettore dell’Università di Al-Quds di Gerusalemme, relatore d’eccezione questa mattina in Aula Magna al convegno “La cultura e la pace tra i popoli”, organizzato dall’Università di Macerata.

Nusseibeh è una delle voci più autorevoli e attive nel dialogo tra israeliani e palestinesi. Nel 2003 ha dato vita, insieme all’israeliano Amy Ayalon, a The People’s Voice, un piano per sensibilizzare l’opinione pubblica in favore della nascita di due stati indipendenti e che ha già raccolto 250 mila firme. “La possibilità di un confronto con una personalità del genere è una bella opportunità offerta alla città”, si è espresso il vicesindaco di Macerata, Lorenzo Marconi, seduto tra i tanti convenuti che gremivano la sala.
Le molteplici domande dei presenti e uno scrosciante applauso finale hanno suggellato le intense due ore di riflessione sulla possibilità di fermare una volta per tutte le lotte sanguinose tra israeliani e palestinesi. Due ore iniziate con la consegna a Nusseibeh del sigillo dell’Ateneo e della penna, simbolo accademico di amicizia e stima, da parte del prorettore Luigi Lacchè, e proseguite con l’intervento di Angelo Ventrone, docente di storia contemporanea dell’Università di Macerata, che ha introdotto il tema, ribadendo l’augurio “che l’Ateneo possa continuare a rappresentare un luogo di incontri e dibattiti con illustri personalità nazionali e internazionali”.
Quindi, è stata la volta dello stesso Nusseibeh e della domanda cruciale da lui posta: “E’ possibile trasformare gli esseri umani in creature di pace? Sì, se hanno abbastanza immaginazione per pensare se stessi come essere umano, superando le ristrette definizioni di appartenenza e distinzione dall’altro”.

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