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18 marzo 2007

Scuola Normale Superiore: abuso di energia e cambiamenti climatici

La conferenza, che si è tenuta al Centro di ricerca matematica Ennio De Giorgi della Scuola Normale tocca un tema di grande attualità,
La conferenza, che si è tenuta al Centro di ricerca matematica Ennio De Giorgi della Scuola Normale tocca un tema di grande attualità, i bruschi cambiamenti climatici che attendono il pianeta a causa dell’aumento della produzione di energia. Massimo Scalia, docente di fisica alla Sapienza di Roma e, dal 1997, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse parlerà proprio di questo. Recentemente si è celebrato il secondo anniversario dall’entrata in vigore del protocollo di Kyoto e i problemi ambientali, primo fra tutti il fenomeno del surriscaldamento del pianeta, tengono banco in tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti. Recentemente, a tal proposito, è stato premiato un documentario di Al Gore dal titolo “Una verità scomoda”, contro il riscaldamento globale. Tuttavia la questione sta prendendo piede anche nei Paesi asiatici di più recente industrializzazione. L’aumento di produzione di gas serra da combustibili fossili e l’innalzarsi della concentrazione di CO2, che ha raggiunto un livello superiore del 30% a quello di fine ‘800, non può non essere considerato una causa antropica del global warming. Per Scalia esiste già da tempo la possibilità di lavorare ad una previsione non quantitativa, ma qualitativa, delle conseguenze dell’abuso delle risorse del pianeta. Il Professore prende in prestito i modelli della fisica, per la precisione la teoria di stabilità dei sistemi dinamici non lineari, e li applica ai cambiamenti climatici in atto. In passato si sono verificati altri passaggi dalla stabilità all’instabilità del sistema del pianeta, a cui è sempre seguito il naturale ristabilirsi di un nuovo equilibrio. Nonostante gli strumenti fossero già nelle mani degli studiosi almeno da fine Ottocento, non sono mai stati usati. Denuncia Scalia, anche per evitare di riconoscere le cause antropiche che hanno determinato questa situazione. L’unica variabile ancora nelle nostre mani per mantenere il sistema in condizioni di stabilità è quello del consumo di energia in relazione alle politiche di risparmio energetico.

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