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13 marzo 2007

Un sogno diventato realtà.. José Antonio Chamot visita l’Unisa

José Antonio Chamot, l’ex calciatore di club quali Milan, Lazio ed Inter ha insieme al pastore Caini, vistato oggi 12-03-07 l’Unisa per

José Antonio Chamot, l’ex calciatore di club quali Milan, Lazio ed Inter ha insieme al pastore Caini, vistato oggi 12-03-07 l’Unisa per un incontro dibattito nell’Aula delle Lauree della Facoltà di Lettere organizzato dai ragazzi della Martin Luther King.
Durante questo incontro il calciatore ha dimostrato un incredibile devozione a Dio, spiegando che nei suoi momenti neri della Vita ha pregato molto affinché riuscisse con l’aiuto di Cristo ad uscirne.
Le domande sono state tantissime e ad ognuna ha risposto in modo delineato e spiccato, dimostrando anche una certa conoscenza della lingua italiana.
Quando gli è stata posta la domanda: “Cosa pensa della vittoria della nazionale italiana nello scorso mondiale?”
L’uomo ha spiegato la sua opinione in modo eloquente: “Su questa domanda c’è che mi hai posto c’è moltissimo da dire, ma ovviamente rispondo che è stata una vittoria meritatissima e non solo. Ogni calciatore chiamato in nazionale ha un compito ben preciso che in quella squadra solo lui può svolgere, infatti ne fanno parte solo i migliori; bisogna dire che i momenti che si vivono sono bellissimi, ma anche molto duri. La tensione cresce man mano che si va avanti, portando a stressare il giocatore sia dal punto di vista fisico che morale. Nonostante tutto però a differenza dei pronostici di molti, l’Italia ha dimostrato di avere le qualità per poter vincere e così ha fatto”.
Ovviamente ha risposto anche ad altre domande, una delle quali: “Ha mai fatto o ha avuto dei compagni di squadra che hanno fatto uso di doping?”
Nonostante la giornata cominciasse a diventare infuocata per l’innalzamento della temperatura, Chamot rispondeva sempre con moltissima calma e chiarezza: “In un club di calcio i giocatori si affidano a medici che stanno all’interno della società per mantenere la forma. Io ho sempre seguito le indicazioni di questi specialisti in quanto quando si svolgono gli esami anti-doping basta aver preso con il raffreddore una medicina sbagliata per risultarne positivi. Ovviamente il doping non fa di un calciatore un drogato, ma rende immorale il suo comportamento perché imbroglia i suoi compagni di squadra e i suoi avversari; comunque io non ho mai fatto uso di queste sostanze”.
Il tempo in sua compagnia volava fino ad arrivare così al momento del saluto a coloro i quali avevano partecipato con entusiasmo a questo incontro.

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