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Unimore: condizione abitativa degli studenti universitari

Redazione Controcampus 7 Marzo 2007
R. C.
12/05/2024

Oltre un terzo degli universitari “fuorisede” che si trovano a Modena o a Reggio Emilia per ragioni di studio sono ospitati presso privati in una situOltre un terzo degli universitari “fuorisede” che si trovano a Modena o a Reggio Emilia per ragioni di studio sono ospitati presso privati in una situazione di diffusa irregolarità (34,77%): uno su cinque (21,26%) è senza contratto, mentre oltre uno su dieci (13,51%) paga di più di quanto registrato.

Mensilmente la media di uscite che ognuno di loro deve affrontare per la sola abitazione è di 268,92 euro. La convivenza una necessità.

Quadro generale

Sono questi alcuni dei risultati più eclatanti messi in evidenza dall’analisi dell’Indagine sulla condizione abitativa degli studenti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, una ricerca realizzata on-line tra la popolazione studentesca dell’Ateneo emiliano, che ha raccolto la spontanea adesione di 422 iscritti su 4.824 “fuorisede” che lo frequentavano alla fine dell’anno accademico 2005/2006 e verso i quali Arestud mette a disposizione 387 posti, che soddisfano quasi interamente il fabbisogno degli idonei, per reddito e merito, ai benefici del diritto allo studio. L’Ateneo, da parte sua, con l’intervento di via Costellazioni, fornisce altri 100 posti. Per il resto, ma si parla di almeno 3.000 studenti extraregione a Modena e 500 a Reggio Emilia, escludendo – dunque – tutti gli emiliano romagnoli che si presume facciano i pendolari, la risposta al bisogno di alloggio deve essere ricercata a livello di mercato privato.

L’indagine, sostenuta dalla Fondazione Mario Del Monte, e curata da Alberto Greco e Igor Sales, è stata avviata a fine luglio dell’anno scorso e si è conclusa materialmente coi dati raccolti al 13 novembre 2006. Sull’ampiezza del campione, che ha partecipato all’iniziativa (348 residenti presso privati e 75 ospiti di collegi Arestud), ha influito negativamente, condizionando la partecipazione al questionario di 38 domande, l’assenza – nel periodo di lancio dell’iniziativa – di molti studenti “fuorisede”, che si erano recati a casa per la sospensione estiva delle attività accademiche e il gran daffare di ognuno per la coincidenza col periodo di immatricolazione/inizio lezioni e di esami, che hanno sicuramente distratto l’attenzione che ci si poteva attendere.

Ad ogni modo buon conto, il risultato può ritenersi soddisfacente e rappresentativo e fornisce uno “spaccato” attendibile e veritiero della situazione e, decisamente, utile per le rielaborazioni ed i suggerimenti che da esso provengono.

Tipologia di contratto

“Per quanto siano molto diffuse le situazioni che evidenziano una condizione di disagio abitativo a Modena e Reggio Emilia – ci tiene a precisare il Pro Rettore prof. Rodolfo Cecchi –, nelle nostre sedi d’Ateneo vuoi per il numero ancora contenuto di studenti fuorisede, che si aggira sul 25% dell’intera popolazione universitaria, vuoi per l’efficace rete rappresentata da un’offerta sufficientemente organizzata, la lettura non è così drammatica come in altre realtà universitarie, ancorché vicine, come Bologna, dove risulterebbe che più di metà degli studenti si sono (per necessità) affidati a proprietari con pochi scrupoli”.

Lo attesta il fatto che da noi quasi due studenti su tre (64,94%) hanno sottoscritto un contratto libero (4 anni rinnovabile), o un contratto transitorio per studenti (da 6 a 36 mesi) o un contratto concertato abitativo (3 anni + 2), che – in circa la metà dei casi (49,72%) – ha durata superiore a un anno o viene rinnovato annualmente (16,67%).

La ricerca dell’alloggio

In generale la disponibilità ad ospitare studenti da parte della popolazione è piuttosto buona e l’offerta di alloggi privati è ancora abbastanza ampia per rispondere con tempestività al fabbisogno. Il 71,84% riesce a trovare casa in meno di 20 giorni dall’inizio della ricerca. Ma, c’è anche una fascia – non irrilevante – che impiega più di 2 mesi (8,62%).

Il canale decisamente prevalente per giungere all’obiettivo è quello del “passa parola”. Quasi la metà, infatti, riesce a raggiungere lo scopo tramite amici, conoscenti o compagni di università (49,43%). Un altro gruppo, pure abbastanza consistente (21,26%), risolve il problema tramite annuncio sul giornale o attraverso qualche avviso per strada. Sono, invece, poco più di 1 su 4 (26,15%) coloro che si rivolgono ad un’agenzia immobiliare.

La condizione dell’alloggio

In 4 casi su 5 l’alloggio consegnato agli studenti risulta arredato (47,70%) o parzialmente arredato (32,47%). Nel 19,73% delle situazioni raccontate, però, si deve anche far fronte alla sua sistemazione.

Tuttavia, la condizione del proprio alloggio o della propria stanza è promossa dal 65,23% di coloro che hanno risposto tra i privati. Uno su quattro preferisce – per così dire – sospendere il giudizio, dando una valutazione interlocutoria. Mentre il 16,66% tra i privati ritiene inadeguata la sistemazione.

Le preoccupazioni maggiori sono alimentate dalla pulizia degli spazi comuni che suscitano perplessità (danno un giudizio tra il sospeso e l’insoddisfacente) nella maggioranza degli intervistati (54,10%), negli orari da rispettare per l’entrata e l’uscita dallo stabile occupato (51,92%) e nella capacità di ascolto del locatario (54,54%), che manifesta frequentemente disinteresse per la manutenzione se il 34,19% degli studenti si lamenta per il funzionamento dell’impianto di riscaldamento, il 38,79% per le condizioni delle pareti, dei soffitti e dei pavimenti e – ben il 42,23% – per gli arredi.

La spesa sostenuta

Molto importante è l’aspetto della spesa che gli studenti, sistemati presso privati, devono affrontare per poter disporre di una stanza o, più modestamente, di un posto letto. Il costo medio è di 215,06 euro al mese. Se a questo onere si aggiungono i 53,86 euro di spese o contributi versati ad integrazione per spese condominiali, acqua, luce, e gas si arriva alla ragguardevole somma di 268,9 euro. Una vera sproporzione (circa 150 euro in più) rispetto a quanto sborsano i compagni di studio che alloggiano nelle residenze universitarie, che pagano rette onnicomprensive medie di 116,38 euro.

La promiscuità dell’alloggio scelta obbligata

Anche per queste ragioni la ricerca della casa si indirizza – nella maggior parte dei casi – verso alloggi privati che dispongano di almeno 4-5 vani abitabili, compresa la cucina, in modo da suddividere l’onere dei considerevoli affitti richiesti. La media dei locali che compongono l’abitazione è infatti di 4,26 locali a Modena e di 4,20 a Reggio Emilia.

Il dato trova, altresì, conferma nell’indice di occupazione delle abitazioni, da cui risulta che la media di ospiti per appartamento si aggira su 2,66 studenti per nucleo a Modena e su 2,40 a Reggio Emilia.

La stanzialità come opzione di tranquillità

Altra caratteristica che emerge dall’analisi riguarda la preferenza che gli studenti accordano per contratti di lunga durata, ovvero che restituiscano loro la sicurezza – almeno durante gli studi – di non essere soffocati dall’assillo di dover frequentemente cambiare sistemazione. Infatti, nel corso di quasi tre anni trascorsi mediamente in città (2,98 a Modena e 2,88 a Reggio Emilia ) dagli intervistati (la media è superiore per gli ospiti Arestud: 3,35 a Modena e 2,22 a Reggio Emilia), più della metà (52,59%) non ha mai traslocato e un’altra consistente quota (33,33%) lo ha fatto una sola volta. La circostanza che appena il 14,00% abbia variato più di due volte la residenza sta evidentemente ad indicare che il passaggio è affrontato non per scelta, ma perché si è in qualche modo costretti.
Conclusioni

Dalla lettura di questa indagine, che ha il pregio di restituirci la realtà di una condizione troppo spesso trascurata, anche se rilevante, relativa a una fetta di popolazione che rappresenta – per ora – circa il 2 per cento dei residenti a Modena e a Reggio Emilia e destinata a pesare sempre di più nel contesto del nostro tessuto sociale, in ragione del maggiore prestigio e dell’attrattività esercitata dall’Ateneo emiliano, che ha visto costantemente crescere il popolo dei “fuorisede”, emerge una fotografia dai colori in chiaroscuro, dove accanto a situazioni di positività permangono anche segnali di preoccupazione, come la non brillante condizione degli alloggi affittati e i costi, che sono forti elementi di disagio abitativo per gli studenti che hanno scelto Modena e Reggio Emilia, come propria sede universitaria.

“La situazione – ha commentato il Pro Rettore per la sede di Modena prof. Rodolfo Cecchi – rivela l’aspetto di città che non hanno compreso fino in fondo il valore aggiunto apportato da queste presenze nel contesto cittadino. Se si pensa che la spesa annua per l’alloggio e la sua conduzione (spese condominiali, luce, acqua e gas) supera i 3.200 euro annui per studente, significa che sulla città di Modena solo per affitti riscossi dai proprietari si riversa un fiume di oltre 9,6 milioni di euro, mentre a Reggio Emilia ne arrivano oltre 1,6 milioni. Questi dati devono indurre una riflessione attenta da parte delle Istituzioni che hanno l’obbligo di prendere coscienza della consistenza e della qualità del fenomeno dei fuorisede e favorirne concretamente l’ospitalità. La strada va ricerca nella costituzione di un Osservatorio permanente, che raccolga Enti Locali, Università, Arestud, rappresentanze della proprietà edilizia, degli inquilini, delle Associazioni Studentesche e di tutte le altre organizzazioni ed enti, che possono concorrere allo scopo di restituire a Modena e Reggio Emilia la dimensione di città universitarie”.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto