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25 marzo 2007

Universita’ di Cambridge: i diari della signora Darwin

Fino alla metà degli anni ottanta, i diari di Emma Wedgwood, al secolo la signora Darwin sono rimasti chiusi a Cambridge, nel cassetto di p

Fino alla metà degli anni ottanta, i diari di Emma Wedgwood, al secolo la signora Darwin sono rimasti chiusi a Cambridge, nel cassetto di professor Richard Keynes, pronipote di Darwin; è solo alla sua morte che il figlio, Randal, ha deciso di donarli alla biblioteca della prestigiosa università inglese e lì sono rimasti, a disposizione di una ristretta cerchia di addetti ai lavori. Fino a qualche giorno fa, quando l’università ha deciso di metterli interamente in rete (sul sito www.darwin-online.org.uk) grazie ad un’iniziativa curata dal professor John van Wyhe .
“Un’affascinante ritratto dell’Inghilterra vittoriana”, secondo van Wyhe, oltre che un prezioso documento sul Darwin ‘privato’ che dimostra come la vita familiare del grande scienziato fosse indissolubilmente legata alla sua attività scientifica. La moglie annotava tutto, a volte scrivendo veri e propri resoconti, a volte appuntando semplici frasi o parole. E’ questo il caso della morte della figlia , Anne, deceduta a causa della tubercolosiil 23 aprile 1851: “12 o’clock”, scrive Emma, troppo sconvolta per lasciarsi andare a qualsiasi altro tipo di commento. La morte della figlia fu per Darwin il colpo decisivo col quale maturò definitivamente il suo allontanamento dalla fede cristiana e la sua fiducia nell’origine scientifica dell’uomo, che proprio in quegli anni intuì discendente dalla scimmia.
Le parole di Emma danno anche un’idea del travaglio che la teoria evoluzionista arrecò a tutta la famiglia. Telmo Pievani, docente di Filosofia all’Università di Milano Bicocca e studioso dell’opera di Darwin, nota come i diari della moglie rivelino alcuni passaggi cruciali nell’attività di studioso di Darwin: il giorno che venne pubblicata “Sull’origine della specie”, Emma annota “Partita con i bambini, dormito a Manchester”, probabilmente per paura delle reazioni che avrebbe suscitato la rivoluzionaria opera del marito. Le preoccupazioni della moglie, donna molto credente, emergono da un’altra annotazione risalente al 24 novembre del 1851, quando il libro di Darwin venne stroncato dalla critica. “Giornata orribile”, scrive lapidaria Emma.
Ne emerge il quadro di un Darwin fortemente legato alla moglie e da lei dipendente dal punto di vista affettivo, ma anche la figura di un marito geloso della propria individualità di scienziato, che mal sopportava le intromissioni della moglie nella sua sfera professionale. Un documento in ogni caso interessante che testimonia la vita di una famiglia borghese d’età vittoriana, una vita socialmente molto ricca che verrà inevitabilmente segnata al momento dello scontro con la Chiesa Anglicana, quando la ragione della scienza si solleverà contro i dogmi della Fede.

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