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21 giugno 2007

Catanzaro: Conferenza sul ruolo della tecnologia nello sviluppo sostenibile

Il rapporto tra tecnologia, scienza e sviluppo è stato al centro dell’incontro organizzato, nei giorni scorsi, dal Rotary Club Catanzaro pre
Il rapporto tra tecnologia, scienza e sviluppo è stato al centro dell’incontro organizzato, nei giorni scorsi, dal Rotary Club Catanzaro presso l’Edificio delle Bioscienze del Campus di Germaneto.
L’incontro, patrocinato dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, si è focalizzato sul ruolo della tecnologia nello sviluppo sostenibile e sulle strategie di crescita socio-economica che devono saper mettere insieme e far convivere “progresso” e “natura”.
Nel corso della conferenza è stato presentato il libro del Professor Luciano Caglioti, Pro-rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, dal titolo “I tre volti della tecnologia”, edito dalla Rubbettino.
Ha introdotto i temi dell’incontro il Professor Stefano Alcaro, Presidente del Rotary Club Catanzaro Tre Colli e docente di Chimica Farmaceutica e Tossicologia presso la Facoltà di Farmacia dell’Ateneo di Catanzaro. Al tavolo dei relatori erano presenti l’autore del libro il Professor Caglioti, il Professor Tullio Barni, ordinario di Anatomia Umana all’Università “Magna Græcia” che ha portato i saluti del Rettore Francesco Saverio Costanzo, il Sacerdote Francesco Brancaccio, teologo presso il Seminario di Cosenza e il Dottor Giuseppe Speziali, Presidente di Confindustria di Catanzaro.
Il Presidente del Rotary Club Stefano Alcaro, aprendo i lavori, ha evidenziato che la manifestazione è la prima realizzata dal Catanzaro “Tre Colli” presso il Campus dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro, fortemente voluto dal compianto fondatore Professor Salvatore Venuta a cui è andato un ricordo speciale. Il Presidente Alcaro si è inoltre compiaciuto del patrocinio concesso dal Magnifico Rettore Francesco Saverio Costanzo a tale iniziativa, con l’auspicio che in futuro tra l’Ateneo catanzarese e la comunità rotariana possano ripetersi ulteriori iniziative culturali di questo genere con frequenza sempre maggiore.
Dopo il saluto del Distretto Rotary 2100, portato dall’assistente del governatore Avvocato Quirino Lorelli, il convegno è entrato nel vivo della conversazione. Il Professor Barni ha subito preso spunto dal libro per evidenziare gli attuali rapporti dell’Italia con la Scienza, riferiti in particolare alle emergenti realtà di innovazione e produzione in paesi come Pakistan, India e Cina. Due considerazioni aggiuntive hanno riguardato il binomio tra Tecnologia e Politica e quello tra “artificiale” e “naturale”. Gli spunti del primo relatore hanno dato l’occasione al Professor Caglioti di approfondire i temi dello sviluppo sostenibile portando un caso emblematico, quello dell’ossigeno, causa di vita e di morte, per spiegare che la Tecnologia ha due anime: una legata al raggiungimento di benefici per l’uomo, ma anche l’altra spesso inevitabilmente nociva.
“Esiste però, almeno nei decenni che dal dopoguerra ad oggi hanno caratterizzato gli effetti della Tecnologia sul nostro pianeta, anche un terzo volto da considerare – ha tenuto a precisare il Professor Caglioti. Si tratta –ha spiegato Caglioti – dell’immenso impero tecnologico che è in grado addirittura di diventare interlocutore di Stati e protagonista dell’economia mondiale.”
I rapporti tra tecnologia e teologia sono stati presi in esame da Don Brancaccio che ha sottolineato come abbiano lo stesso “oggetto” al centro dei propri interessi: l’Uomo. In realtà esiste un problema di incomunicabilità che va colmato considerando le proprie competenze, “temporalmente” sfasate e quindi forse più facilmente compatibili fra loro.
Il ruolo del nostro Paese e della nostra Regione nello sviluppo sostenibile è stato preso in esame dal Dottor Speziali, che, nella sua disamina, si è avvalso di indicatori recentemente riportati da Bankitalia che vedono le nostre realtà perdenti nei confronti di colossi internazionali in grado di riportare ogni anno tassi di crescita con percentuali a doppia cifra intera. “Cina e India – ha evidenziato Speziali – si configurano in maniera diversa nella loro impressionante crescita, caratterizzandosi la prima per la capacità di produzione a costi bassissimi di prodotti noti e la seconda per l’innovazione tecnologica esportata ormai in tutti i maggiori paesi occidentali compresi gli USA. In Europa la Francia detiene la leadership nel settore nanotecnologico, mentre il nostro Paese resta sempre più agli ultimi posti di queste classifiche, se non in quella di “esportazione di cervelli”.
Sulla questione energetica tutti i relatori hanno espresso una certa preoccupazione soprattutto dopo che il nostro Paese ha scelto di non investire su risorse a maggiore capacità produttiva, come il nucleare. Su questo e sulle energie rinnovabili – secondo quanto riportato negli interventi – si può costruire un futuro sostenibile, magari favorendo i rapporti tra le realtà imprenditoriali e le università locali a supporto del necessario know-how in questo settore.

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