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21 giugno 2007

Catanzaro: un innovativo lavoro scientifico sulla comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia

Un innovativo lavoro scientifico sulla comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia nelle neoplasie renali sarà pubblicato sul
Un innovativo lavoro scientifico sulla comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia nelle neoplasie renali sarà pubblicato sul numero di luglio del Journal of Molecular Medicine.
Il lavoro, condotto dal Dottor Rosario Amato, dottorando dell’Università Magna Graecia di Catanzaro in Oncologia molecolare e Immunologia Sperimentale, è oggetto anche di un editoriale del Professor Friedrich Luft, in cui si riconosce alla ricerca il merito di aver fornito una nuova interpretazione della resistenza all’immunoterapia con Interleuchina-2 (IL-2) nel carcininoma renale, puntando sulla proteina Sgk1.
L’editoriale sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare e dell’integrazione dei saperi nella ricerca scientifica, un concetto questo fortemente voluto e realizzato nel Campus di Germaneto dal Professor Salvatore Venuta, alla cui memoria il lavoro è dedicato. Infatti l’esperienza maturata nel campo della fisiopatologia dei canali ionici e della regolazione ormonale del riassorbimento del sodio ha trovato applicazione nella comprensione dei meccanismi che regolano la proliferazione e la sopravvivenza cellulare.
Il lavoro è frutto di una collaborazione fra il gruppo di ricerca diretto dal Professor Nicola Perrotti e l’oncologia clinica dell’Università Magna Graecia, nelle figure del Professor Pierosandro Tagliaferri, dei dottori Valter Agosti e Vito Barbieri e del compianto Professor Venuta.
“La ricerca – ha detto il Dottor Rosario Amato – propone una nuova strada alla comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia nelle neoplasie renali, cambiando la prospettiva con cui era stata fin qui intesa la immunoterapia con IL-2. Infatti, se da un lato l’interleuchina 2 inibisce la proliferazione delle cellule tumorali, dall’altro facilita la sopravvivenza cellulare attivando meccanismi antiapoptotici mediati da Sgk1. E’ possibile che la inibizione selettiva di Sgk1, associata alla immunoterapia con IL-2 potenzi gli effetti terapeutici della immunoterapia. Colgo l’occasione per ringraziare la fondazione CARICAL che ha generosamente contribuito a finanziare la ricerca, insieme ad altri finanziatori istituzionali”.

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