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20 giugno 2007

Teramo: la ricerca e la tecnologia trentina al servizio della sicurezza delle navi

Dalla montagna al mare: la tecnologia per il controllo e la manutenzione delle navi passa per il Trentino. Da oggi, infatti, con la firma di una con
Dalla montagna al mare: la tecnologia per il controllo e la manutenzione delle navi passa per il Trentino. Da oggi, infatti, con la firma di una convenzione quadro con il RINA s.p.a., la società operativa del Registro Italiano Navale, il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e delle Tecnologie Industriali dell’Università di Trento (DITMI) presterà la propria consulenza per le attività di certificazione, di ricerca e di formazione nel settore dei materiali e dei rivestimenti protettivi per le navi. L’accordo, che è stato sottoscritto questa mattina a Trento in Rettorato, permetterà al Dipartimento di estendere la propria esperienza e l’accreditamento già raggiunti in altri settori a livello nazionale, anche grazie alla certificazione dei trattamenti per importanti gruppi industriali, come Agip. L’attività di consulenza sarà svolta direttamente dal Laboratorio tecnologico di anticorrosione industriale dell’Ateneo, che ha sede a Pergine nel BIC, ed è dotato di strumentazione sofisticata per la ricerca e lo studio delle proprietà dei materiali e dei rivestimenti nei settori delle analisi chimiche, metallografiche e frattografiche e delle prove meccaniche, chimico-fisiche e di corrosione.
Un valore aggiunto, quello dato dalla collaborazione con il team di ricerca trentino, per il RINA, una tra le dieci società di certificazione e classificazione che nel mondo sovrintendono alla corretta progettazione, realizzazione e manutenzione delle navi. Il ruolo svolto dal RINA in questo settore è particolarmente e importante per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente. Per questo il RINA investe ogni anno circa l’8% del proprio fatturato in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica.
A firmare l’accordo, che avrà validità per cinque anni, sono stati questa mattina il direttore del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e delle Tecnologie Industriali, Alberto Molinari, e l’amministratore delegato del RINA, Ugo Salerno, alla presenza del rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi. Il rettore Bassi, nel accogliere la delegazione del RINA in Ateneo, ha voluto mettere l’accento sull’importanza strategica del raccordo tra il mondo della formazione universitaria e il mondo del lavoro. Il responsabile del laboratorio e del progetto per l’Ateneo trentino, il professor Pierluigi Bonora, ha quindi spiegato ai giornalisti i dettagli della convenzione.
L’accordo permetterà di svolgere attività di ricerca di comune interesse con l’obiettivo di sviluppare conoscenze di base e possibilità di applicazione di carattere innovativo e di interesse industriale, prevedendo anche l’eventuale possibilità di scambio di ricercatori e tecnici. Sul versante della formazione, il Laboratorio si occuperà dell’aggiornamento e della specializzazione dei tecnici e degli ispettori qualificati del RINA, attraverso corsi base e avanzati nel campo dei materiali e dei rivestimenti in ambito navale (metallurgia e tecniche anticorrosione), anche sui temi della sicurezza, della riduzione dell’impatto ambientale, dell’ottimizzazione dei consumi e, più in generale, della sostenibilità tecnica ed economica. Il Laboratorio svolgerà per conto del RINA attività tecniche di analisi di prodotti vernicianti, destinati alla protezione dalla corrosione di superfici metalliche, come previsto dalla recente normativa in materia di sicurezza. Offrirà la propria consulenza anche nel campo della caratterizzazione e dell’analisi di avaria di componenti meccanici che fanno parte della struttura della nave e dei suoi macchinari.
A conclusione dell’incontro, il responsabile della funzione tecnica, Paolo Salza, ha illustrato le attività del RINA nel settore della progettazione, realizzazione e manutenzione delle navi. Istituito nel lontano 1861 per verificare la sicurezza delle navi, il RINA si occupa oggi di testare, come soggetto indipendente, l’idoneità e l’affidabilità delle navi e quindi di classificarle rispetto alle norme vigenti (tenuta e stato dello scafo, dei macchinari, degli impianti…). Non solo: il controllo svolto dal RINA si estende anche ai sistemi di protezioni in caso di incendio, avaria, ai mezzi di salvataggio e, ad esempio, alla tenuta stagna dello scafo. Con oltre 3.200 navi certificate, il RINA si occupa anche, più in generale, di assistenza tecnica per il mondo navale e, negli ultimi tre anni, ha visto crescere la sua attività soprattutto nel settore dei grandi yacht da diporto (oltre 1.000, il 20% in più di tre anni fa). Il lavoro del RINA si estende anche alla certificazione di sistema e di prodotto per settori diversi da quello navale (che attualmente raggiunge quasi il 60% dell’attività) e ai servizi per l’industria.
L’incontro ha offerto l’occasione anche per richiamare alcune delle attività e dei progetti di ricerca più significativi del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e delle Tecnologie Industriali, che sono stati ricordati dal direttore Alberto Molinari. Un particolare riferimento è stata riservato infine alla valorizzazione del rapporto tra ricerca di base e ricerca applicata: un aspetto su cui il Dipartimento, e l’Ateneo tutto, puntano molto anche per mantenere uno stretto contatto con il mondo economico e produttivo e per recuperare, attraverso i contratti di ricerca industriali, risorse preziose per il funzionamento e lo sviluppo dell’attività universitaria.

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