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14 giugno 2007

Trento: Cartelli e abusi di posizione dominante

Il consumatore ha diritto a godere dei benefici della concorrenza sul mercato: è questo uno tra i principi fondamentali su cui si basa il conceIl consumatore ha diritto a godere dei benefici della concorrenza sul mercato: è questo uno tra i principi fondamentali su cui si basa il concetto stesso di libero mercato. Purtroppo però le cose a volte vanno diversamente. Cartelli e abusi di posizione dominante sono soltanto alcuni degli strumenti illeciti adottati dai grandi gruppi che operano sul mercato per falsare i meccanismi della concorrenza a danno dei consumatori e delle imprese, in termini di prezzo, qualità e innovazione.
Ma oggi qualcosa sta cambiando: sulla scia di alcuni casi recenti, saliti all’onore delle cronache, l’Unione europea ha rivisto e modernizzato alcune norme del diritto comunitario della concorrenza, affidando ai giudici nazionali (tra cui i giudici di pace) un ruolo di primo piano per garantire l’effettività delle regole antitrust nel mercato comune. Ma quali vantaggi portano queste norme ai consumatori? La completa decentralizzazione dell’applicazione delle regole del Trattato (articoli 81 ed 82 CE) permette ai giudici nazionali di applicare direttamente le regole comunitarie nel risolvere le controversie tra privati.
Il caso che ha scatenato il dibattito mediatico e ha avviato l’iter di rinnovamento giuridico è quello che nel 2000 ha visto la condanna, da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, del cartello messo in atto da alcune compagnie d’assicurazione nel mercato nazionale. La Corte di Giustizia ha stabilito nel luglio 2006 che le violazioni commesse non riguardavano soltanto il diritto nazionale della concorrenza, ma che avevano pesanti ripercussioni anche a livello comunitario, pregiudicando il commercio tra gli Stati membri. La decisione della Corte di Giustizia ha stabilito così un nuovo precedente, riconoscendo la competenza in materia anche ai giudici di pace che, per legge, non sono competenti a decidere i casi antitrust basati esclusivamente sulla normativa nazionale.
Il risultato di questo lungo iter giuridico ha però portato a benefici concreti per i consumatori. Nella maggior parte dei casi, i giudici hanno condannato le compagnie a risarcire ai consumatori assicurati una quota del 20% del prezzo pagato (pari all’aumento che era stato generato dal cartello sulle tariffe, rispetto al prezzo di mercato). In un recente caso, la sentenza di un giudice di pace pugliese ha però condannato le compagnie, sulla base della giurisprudenza comunitaria, a liquidare il doppio della tariffa pagata per ogni anno di cartello: una sorta di “danno punitivo” con effetto deterrente. Secondo il giudice, infatti, il solo risarcimento del 20% della polizza non avrebbe eliminato del tutto l’illecito arricchimento delle compagnie di assicurazione (anche perché soltanto alcuni dei consumatori hanno fatto causa), che avrebbero continuato a trarre beneficio da un’azione illecita, a fronte del modesto danno subito.
Il caso mostra l’importanza che i giudici nazionali hanno rispetto all’applicazione del diritto antitrust italiano e comunitario. Di fondamentale importanza si rivela la conoscenza della struttura del mercato concorrenziale, della normativa comunitaria (sostanziale e procedurale) e dei recenti orientamenti della Commissione europea e della giurisprudenza delle Corti comunitarie in materia di accordi restrittivi della concorrenza e di abuso di posizione dominante.
Per questo motivo, la Commissione europea, il Dipartimento di Scienze giuridiche e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, in collaborazione con il Consiglio superiore della Magistratura (Ufficio della formazione decentrata – distretto di Trento), promuovono il convegno “Private enforcement del diritto comunitario della concorrenza: ruolo e competenze dei giudici nazionali”. Il convegno, che gode del finanziamento anche della Regione autonoma Trentino Alto Adige, si terrà a Trento venerdì 15 e sabato 16 giugno, presso la Facoltà di Giurisprudenza (sabato presso il Centro congressi Panorama di Sardagna).
Questo appuntamento si inserisce nell’ambito delle azioni della Commissione europea finalizzate alla formazione dei giudici nazionali sul diritto comunitario della concorrenza. Parteciperanno al convegno 35 giudici nazionali, tra cui numerosi presidenti delle Corti d’appello, giudici dei tribunali e giudici di pace.
Il convegno, coordinato da Gian Antonio Benacchio (ordinario di Diritto privato dell’Unione europea all’Università di Trento) e da Michele Carpagnano (dottorando in Diritto privato comparato alla Facoltà di Giurisprudenza), offrirà anche l’occasione per fare il punto sul progetto di ricerca che sta alla base del nuovo Osservatorio sull’applicazione delle regole di concorrenza, la struttura nata nell’ambito della Facoltà di Giurisprudenza di Trento per monitorare lo stato di applicazione delle regole della concorrenza nelle controversie tra privati davanti a un giudice.

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