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5 giugno 2007

Università Cattolica di Roma: rischio di infarto per chi ha troppi globuli bianchi

Uno studio italiano svolto da ricercatori dell’Università Cattolica di Roma e dell’Istituto Mario Negri è stato pubblicato su “Blood

Uno studio italiano svolto da ricercatori dell’Università Cattolica di Roma e dell’Istituto Mario Negri è stato pubblicato su “Blood” che è la più importante rivista scientifica di ematologia. I risultati della ricerca sembra indicare che il numero dei globuli bianchi nel sangue determina il rischio più o meno elevato di essere colpiti da infarto. Un’informazione di questo tipo è di notevole importanza perché permette di costruire strategie più efficaci per ridurre l’incidenza della malattia.
La equipe di ricercatori ha studiato un gruppo di pazienti affetti da policitemia vera malattia del sangue causata da un alterato funzionamento delle cellule staminali emopoietiche del midollo osseo.
Queste sono le cellule che producono tutte le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Nei policitemici le cellule emopoietiche producono una quantità eccessiva di tutte e tre le linee cellulari, causando una maggiore viscosità del sangue. I policitemici hanno un elevato rischio di trombosi, cioè di occlusione delle vie arteriose e venose. Le trombosi causano ischemie e infarti, che costituiscono dunque la principale causa di decesso per questo tipo di malattia. Per valutare il rischio di trombosi si tiene conto dell’ età e di eventuali precedenti di trombosi del paziente. In questa occasione, si è valutato anche il ruolo dei globuli bianchi. Ci si è accorti, dopo anni di studi su più di 1600 pazienti, che i pazienti con un numero di globuli bianchi più alto di 15 mila per micro/litro aveva un rischio di infarto significativamente superiore a quello degli altri pazienti. La ragione di tale differenza sembra che possa risiedere nel fatto che la gamma di concentrazione di globuli bianchi nei policitemici è molto più ampia, da 6 a 30 mila globuli bianchi, che nella popolazione non policitemica in cui è, raramente maggiore di 9 mila. Lo studio apre una finestra verso una possibile nuova strategia terapeutica per diminuire il rischio di infarto: la riduzione del numero di globuli bianchi. Mediante l’impiego dell’idrossiurea, il farmaco già in uso per i pazienti policitemici, che, potrebbe essere utilizzato a dosi più elevate nei policitemici con elevato numero di globuli bianchi o anche nei non policitemici ad alto rischio di infarto, in cui la riduzione di globuli bianchi potrebbe esser utile a ridurre tale rischio.

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