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12 giugno 2007

USA: blog per “spiegare” la vita all’università

L’epoca in cui viviamo si è ormai caratterizzata come l’era della complementarità tra i mezzi di comunicazione. Internet e la diffusioneL’epoca in cui viviamo si è ormai caratterizzata come l’era della complementarità tra i mezzi di comunicazione. Internet e la diffusione di informazioni libere da intermediari e influenze ha abituato, soprattutto i più giovani, a cercare notizie che non siano preconfezionate e spersonalizzate. Questo è uno dei grandi limiti dell’Università e dei suoi organi di comunicazione e relazione con gli studenti. Ma anche in questo campo gli Atenei statunitensi ci battono sul tempo. Infatti, rendendosi conto del ruolo centrale occupato dai blog e dai bloggers, molte università hanno deciso di offrire, a studenti vecchi, nuovi e futuri, un sistema di ‘blogging’ all’interno del loro sito ufficiale dove confrontarsi, avere chiarimenti, notizie dettagliate, dritte e consigli. L’idea ha riscosso un tale successo, con una media di 5.000 singoli accessi nel sito al giorno, che per esempio il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Cambridge, ha deciso di pagare alcuni bloggers, garantendo però loro libertà assoluta nei contenuti. Il blog e i commenti sul sito istituzionale dell’Ateneo hanno permesso a centinaia e centinaia di utenti di scambiarsi informazioni senza controllo, censure e in anonimato, dando la possibilità alle matricole di poter parlare e chiedere consigli ai più “anziani”, e, ai ragazzi intenzionati ad iscriversi, di chiedere pareri sulla qualità degli insegnamenti a coloro che studiano al MIT o che vi hanno studiato in passato. Un metodo rapido e sicuramente più efficiente per ottenere risposte rispetto ad un ufficio aperto pochi giorni a settimana e per il più delle volte assediato da studenti in fila da ore. Situazione, questa, che sarà di certo familiare a tutti gli universitari del mondo…

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