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14 giugno 2007

Verona: “Start Cup Veneto 2007”

Anche un gruppo di giovani ricercatori di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona tra gli otto vincitori premiati ex equo al

Anche un gruppo di giovani ricercatori di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona tra gli otto vincitori premiati ex equo alla “Start Cup Veneto 2007”.
L’evento che mette in competizione tra loro le idee imprenditoriali più brillanti nel campo scientifico e tecnologico, ha chiuso ieri sera nell’aula magna del Polo Zanotto dell’ateneo veronese la sua prima tappa con la “notte degli Angeli”.
Maurizio Pizzamiglio, docente della facoltà di economia, ha accompagnato sul palco in veste di angelo-tutor l’équipe scaligera “Officina Biotecnologica Specializzata”, guidata dalla ricercatrice Linda Avesani. Il gruppo di ricerca è stato premiato con mille euro per gli studi condotti nel campo delle biotecnologie. Composto anche da Francesca Morandini e da Matteo Bruschetta, i ricercatori dell’Università di Verona hanno analizzato la possibilità di utilizzare le piante come “bio-fabbriche” per la produzione di molecole utili all’industria farmaceutica. In particolare hanno studiato una tecnica per produrre una proteina efficace contro il diabete giovanile a partire da piante di tabacco transgeniche, un sistema innovativo che consentirebbe di ridurre i costi di produzione e di operare nella completa sicurezza per gli esseri umani.
Lo sviluppo di vaccini e anticorpi di questo genere ha solitamente costi molto elevati. È per questo che da alcuni anni le biotecnologie hanno diretto i loro sforzi nell’ottimizzare sistemi vegetali in grado produrre molecole altrettanto efficaci, ma a costi inferiori. Le piante, infatti non necessitano di condizioni di sterilità né di altre caratteristiche controllate e riducono i consumi energetici necessari al loro sostentamento grazie alla fotosintesi clorofilliana.
«Il nostro lavoro – ha sottolineato Linda Avesani – si inserisce proprio in questo filone di ricerche ed è recentemente approdato alla fase della sperimentazione animale».
Finanziato fino ad oggi con fondi pubblici, ora lo studio sembra aver attirato l’interesse di alcune aziende e si appresta a proseguire il suo iter per giungere rapidamente alla fase delle prove tossicologiche, che confermeranno la sicurezza del vaccino e consentiranno il suo uso da parte degli uomini.

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