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17 luglio 2007

Gli indecenti bagni pubblici della Federico II

Siamo sinceri, quante volte ci siamo tappati il naso prima di entrare in un bagno pubblico? Sicuramente tante e sappiamo anche che in Italia poter t
Siamo sinceri, quante volte ci siamo tappati il naso prima di entrare in un bagno pubblico? Sicuramente tante e sappiamo anche che in Italia poter trovare una toilette in condizione decente è un’impresa non da poco ma quando nemmeno una università riesce a dare alla propria utenza servizi igienici degni di questo nome, allora c’è qualcosa di serio che non va. Il gabinetto unisce l’Italia, sono sporchi a Nord come al Sud e a quanto pare unisce anche tutte le facoltà della Federico II. La sede centrale al Corso Umberto e quindi anche quella più rappresentativa, è dotata di un solo bagno situato all’interno del cortile al piano terra, accedervi è un impresa, poiché l’unico modo di raggiungerlo è attraversare l’atrio indipendentemente se piova o faccia freddo. L’interno è lercio e maleodorante in confronto i cessi delle stazioni sono delle terme. E’ tale lo stato di abbandono in cui versano che è stato scelto anche come punto di ritrovo di pervertiti e guardoni, nonché luogo di battuage omosessuale, che fa tanto anni 70, c’è altro da aggiungere? Ognuno è libero di fare ciò che vuole ma un minimo di decoro in una università che si vanta di essere “prestigiosa” ci dovrebbe essere. Sicuramente quello della sede al Corso Umberto è un caso limite ma non è che nelle altre sedi la situazione sia tanto diversa, la manutenzione dei servizi igienici andrebbe fatta di continuo così come la loro pulizia.
Siamo sicuri che la stessa situazione sia presente in tantissimi altri luoghi ma questo non giustifica lo stato vergognoso delle cose, alle quale, sembra, ci stiamo abituando.

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