• Google+
  • Commenta
23 luglio 2007

“Normale” e straordinaria: profilo di una scuola d’eccellenza doc

Nel 1810 nasceva, per decreto napoleonico, la Scuola Normale Superiore di Pisa, allora succursale dell’Ecole Normale Superieure di Parigi. Chiusa do
Nel 1810 nasceva, per decreto napoleonico, la Scuola Normale Superiore di Pisa, allora succursale dell’Ecole Normale Superieure di Parigi. Chiusa dopo la caduta di Napoleone, la Normale riaprì nel 1846 continuando nella sua attività di formazione degli insegnanti delle scuole medie superiori.
Con la nascita del Regno d’Italia, la Normale comincia il suo trionfale cammino che la porterà ai vertici dell’insegnamento in Italia e, successivamente, in Europa: intorno al 1870 vengono fondate le due riviste “Annali della Classe di Scienze” e “Annali della Classe di Lettere e Filosofia”. Dall’inizio del ‘900 accanto all’attività di formazione si sviluppa una sempre più intensa attività di ricerca sugellata dall’autonomia amministrativa concessa nel 1932 da Giovanni Gentile.
La Normale col tempo diventa la scuola per eccellenza, con il compito di formare i futuri ricercatori e docenti universitari. Nel 1959 viene aperta anche alle donne.
Con quasi due secoli di storia alle spalle, oggi la Normale mantiene intatto il suo volto di eminenza: politici, ricercatori famosi in tutto il mondo, premi nobel hanno fatto la sua storia e la storia del nostro paese. Salvatore Settis conseguì la sua laurea in archeologia classica alla Normale esattamente 43 anni fa: dal 1999 è il direttore della Scuola, eletto di recente per la terza volta consecutiva. Un uomo che nell’università e nella ricerca ha trascorso la maggior parte della sua vita, protagonista di una luminosa carriera che lo ha portato ad insegnare in Italia e all’estero: prima della direzione della Normale, Settis è stato direttore di ‘The Getty Center for the History of Art and the Humanities’ di Los Angeles dal 1994 al 1999. Un’esperienza internazionale che si riflette costantemente nel suo lavoro a Pisa.
Intervistato a proposito della ‘eccellenza’ della sua Scuola e sulla situazione dell’università italiana, Settis analizza lucidamente l’atmosfera generale e dispensa consigli e perle di saggezza che mai ci aspetteremmo da un rettore-barone di qualunque altra università. La Normale ‘scuola d’eccellenza’ o di ‘eminenza’, fiera della sua unicità, dell’etichetta prestigiosa cucitale addosso? Assolutamente no. “Non basta creare isole di alta qualità negli studi- dichiara Settis- (…) è importante che l’intero sistema universitario riprenda a funzionare per il bene di tutti”. Parole sante! E cita l’esempio francese dell’Ecole Normale di Parigi a partire dalla quale è nata una rete di grandi scuole ‘d’eccellenza’ d’accordo col ministero; un processo leggermente diverso da quello che accade in Italia dove ormai le scuole e gli istituti d’eccellenza spuntano come funghi, spesso per iniziativa privata e senza alcuna reale referenza. Già nel 2004 Settis dalle pagine di ‘Repubblica’ tuonava contro questa moda dell’eccellenza d’importazione, ovviamente, americana. “Oggi è molto di moda parlare di ‘scuole d’eccellenza’, ‘centri d’eccellenza’ e così via. Non nascondiamoci dietro un dito: si tratta assai spesso solo di un trick verbale che fa parte di strategie autopromozionali. Ogni mese sorge da qualche parte in Italia una qualche istituzione ‘d’eccellenza’, che si autoproclama tale prima di avere uno studente, un professore, un laboratorio, un libro. Un processo inflazionistico che non trae in inganno nessuno, salvo i più giovani e sprovveduti : ma chi li inganna è colpevole”.
Settis individua la forte tendenza in Italia a creare un sistema universitario sbilanciato con un “vertice privilegiato”, rappresentato da scuole come la Normale, e una base mediocre, “l’università del tre più due”. Anche lui poco convinto dalla formula del treppiùddue? “Un sistema fragile”. Per Settis Berlinguer doveva perseverare nella sua prima intenzione di sperimentare il sistema solo in alcune facoltà selezionate ed ha sbagliato applicandolo in toto e repentinamente a tutta l’università.
Con conseguenze enormi sulla qualità dell’insegnamento: “Purtroppo il triennio corrisponde troppo spesso alla preesistente laurea quadriennale, però impoverita e mutilata di contenuti” osserva Settis. Ma la Normale sa difendere la propria qualità, anzitutto con una selezione durissima: di 700 concorrenti ne vengono ammessi tra i 50 e i 60, un rapporto di 1 su 12, “press’a poco come ad Harvard”. Una specie di processo inquisitorio questo test di ammissione…Tutt’altro. “Quello che si vuole verificare non è lo stato delle conoscenze, che si danno per acquisite, ma la capacità di collegarle criticamente fra loro. Il voto conseguito alla maturità è irrilevante”. E la composizione sociale degli studenti? “Qui c’è di tutto, grandi famiglie di tradizione intellettuale, ma anche piccola borghesia e ceto contadino. E’ la peculiarità di questa Scuola, fondata esclusivamente sul merito, non sul censo”. Democrazia totale dunque, tanto che a stento crediamo di essere nello stesso paese.
Eppure i laureati ‘d’eccellenza’ non trovano meno difficoltà a fare carriera di quelli ‘mediocri’: l’80% di loro aspira, come è giusto che sia, alla carriera universitaria. Una carriera che alla Normale non potrà essere interna, essendo i docenti, come ad Heidelberg, scelti per chiamata esterna. Ma i concorsi per ordinari, associati, ricercatori, persino per l’insegnamento nelle scuole superiori, si sa, funzionano secondo “logiche localistiche”. E ai prestigiosi laureati d’eccellenza, spesso non resta altra possibilità che emigrare all’estero. Processo questo, disgraziatamente assai ‘normale’…

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy