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7 luglio 2007

UniMi: su Cerebral Cortex lo studio sulla “neurobiologia della menzogna”

Chi non ha mai sognato di poter entrare nel cervello di un criminale o meglio ancora di un sospettato, per sapere se sta mentendo o dice la verit&agraChi non ha mai sognato di poter entrare nel cervello di un criminale o meglio ancora di un sospettato, per sapere se sta mentendo o dice la verità? Se è colpevole di un omicidio o è la vittima di un possibile errore giudiziario? Da oggi forse si apriranno nuove strade in proposito. Sarà, infatti, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Cerebral Cortex, uno studio effettuato dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Alberto Priori, del Dipartimento di Scienze neurologiche dell’Università degli Studi di Milano, che sancisce una nuova metodica non invasiva per studiare il “cervello bugiardo”. Il professor Priori, associato di Neurofisiologia, in collaborazione con il Prof. Sartori, docente di neuroscienze cognitive dell’Università di Padova, e diversi ricercatori hanno messo a punto una nuova metodica, la Stimolazione Transcranica Diretta in Corrente costante (tDCS): una tecnica non invasiva che permette di inibire o migliorare i processi cognitivi ed è quindi capace di interferire con i correlati neurali alla base della menzogna. La ricerca rappresenta il primo tentativo di modulare i correlati neurali che permettono al nostro cervello di dire una bugia in modo efficace e, malgrado sia ancora in una fase sperimentale, l’analisi pone le basi per un nuovo filone di ricerca sia in ambito neuro-filosofico, per lo studio dei meccanismi neurofisiologici alla base delle scelte e del controllo della volontà, sia, per applicazioni in ambito forense.
I numerosi studi di brain imaging condotti negli ultimi anni hanno evidenziato come la corteccia prefrontale dorsolaterale sia un’area fortemente implicata nella formulazione delle menzogne.
Il lavoro, che si innesta in un filone di ricerca recentemente divenuto molto florido sulla neurobiologia della menzogna, si basa su un protocollo sperimentale complesso che include una particolare metodica di stimolazione ed un task cognitivo che, sostanzialmente, testa la capacità di mentire dei soggetti normali. In questa serie di esperimenti, condotti a Milano dal professor Priori e collaboratori, un gruppo di volontari sani sono stati sottoposti alla stimolazione trans-cranica della corteccia prefrontale. Prima e dopo la stimolazione i soggetti sono stati sottoposti ad un compito in cui era richiesto di mentire o dire la verità. I risultati di questo studio mostrano che la stimolazione ha interferito in modo selettivo rallentando i tempi di reazione nella“bugia” e lasciando inalterate le risposte “vere”. L’ulteriore punto di rilievo della ricerca è che l’interferenza è stata selettiva per un tipo solo di bugie, ovvero quelle nelle quali si nega un dato reale. Gli esperimenti hanno dimostrato non solo che la corteccia prefrontale dorsolaterale umana è fondamentale per dire bugie ma, e questo è il dato estremamente interessante, solo per quelle nelle quali si nega un fatto realmente accaduto. Dal punto di vista scientifico i risultati di tale studio costituiscono una novità assoluta. Infatti si tratta del primo tentativo di modulare i correlati neurali che permettono al nostro cervello di dire una bugia in modo efficace.

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