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3 luglio 2007

Università fuori dal “tagliaspese”. Meno Male

Boccata d’ossigeno per gli atenei italiani. Il 28 giugno scorso, il Consiglio dei ministri ha, di fatto, escluso le Università dai provvedime
Boccata d’ossigeno per gli atenei italiani. Il 28 giugno scorso, il Consiglio dei ministri ha, di fatto, escluso le Università dai provvedimenti del decreto “tagliaspese”. Ciò significa che gli atenei non dovranno più ri-versare parte dei finanziamenti ricevuto dallo Stato, come era previsto originariamente dal decreto Visco-Bersani. Un provvedimento giunto in-extremis, visto che entro il 30 giugno tutte le Università statali dovevano saldare il conto con lo Stato. Sono molti i rettori a tirare un sospiro di sollievo. Il “tagliaspese” sarebbe stato come un colpo d’accetta per un mondo universitario già di per sé precario. A rischio ci sarebbero stati molti progetti ed investimenti soprattutto nel campo della ricerca. Meglio tardi che mai, insomma. Ragione dell’inaspettato rinsavimento da parte del Governo, la protesta ferma di tutti i rettori italiani, partita già dall’Ottobre scorso. Particolarmente attivo l’ateneo di Padova, che il 24 Ottobre, con una delibera votata ad unanimità dal Consiglio di amministrazione, chiese con forza che tutte le Università fossero risparmiate da un decreto che si preannunciava oltre che “tagliaspese” anche “tagliafuturo”; visto che dalla ricerca negli atenei prescinde il futuro della nostra nazione. Cambiamento di rotta apprezzato, dunque. Un punto di partenza, magari, per finanziamenti maggiori, vista l’eccellenza provata delle nostre Università nel campo della ricerca in ambito mondiale.

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