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13 settembre 2007

Ferrara: “Musica, Udito e Cervello”: quando la melodia è in aiuto alla medicina

Sabato 15 settembre 2007 alle ore 10 presso il Teatro Comunale di Ferrara si terrà una Tavola Rotonda dal titolo Musica, Udito e Cervello, orgaSabato 15 settembre 2007 alle ore 10 presso il Teatro Comunale di Ferrara si terrà una Tavola Rotonda dal titolo Musica, Udito e Cervello, organizzata nell’ambito delle attività culturali e scientifiche del XXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Audiologia e Foniatria. Il titolo del Congresso, “Voce, Diapason e Nanotech”, organizzato dal Prof. Alessandro Martini, direttore della Cattedra di Audiologia dell’Università di Ferrara vede la partecipazione di oltre 800 specialisti provenienti da tutta Italia e parte proprio dalla tradizione di Ferrara Città della Musica con una lezione magistrale del Prof. Goffredo Haus, Università di Milano, su La comunicazione musicale del futuro per terminare con la tavola rotonda Musica, Udito e Cervello, coordinata dal Prof. Enrico Granieri, Direttore della Sezione di Neurologia dell’Università di Ferrara.
”La musica è stata a lungo e ingiustamente trascurata dai ricercatori di audiologia e neuroscienze – afferma il Prof. Enrico Granieri – forse perché la cultura medica in campo musicale è meno elaborata di quella indirizzata ad altre forme di comunicazione, quale ad esempio il linguaggio verbale”. “Molto importante – sottolinea il Prof. Granieri – sarà il confronto costruttivo tra diversi esperti che, partendo da concetti base inerenti acustica e percezione e dai principali studi di interazione tra tecniche audiologiche-neurofisiologiche e morfologiche per lo studio del sistema acustico-vestibolare e del cervello, proporranno i risultati delle ultime teorie sui processi neurali e mentali che trasformano le vibrazioni musicali in melodia. Ciò consente lo sviluppo di abilità cognitive, potenzia il ruolo di alcune aree cerebrali del benessere psico-fisico e prospetta addirittura in certi casi la possibilità di guarigione”.
Le ricerche più rilevanti di questi ultimi anni sono favorite dall’uso di apparecchiature non invasive e si concentrano sulla fisiologia dell’udito per verificare la reazione dei vari soggetti agli stimoli musicali, alla percezione dei toni, dell’intensità e del timbro, del volume e della densità.
“Gli studi clinici su musica, udito e cervello – commenta Granieri – dimostrano con sempre maggiore efficacia come la musica aiuti a rieducare e riabilitare i disordini dell’equilibrio, garantisca un miglior controllo della postura, migliori la precisione dei movimenti fini, la deambulazione, favorisca un recupero dei disordini del linguaggio e delle altre funzioni cerebrali nel cerebroleso, ma anche lo stato di benessere affettivo e comportamentale nei malati affetti da patologie del sistema acustico-vestibolare e del sistema nervoso centrale e periferico”
Oggi le nuove tecniche di neuroimmagini (tomografia a emissione di positroni, PET; Risonanza Magnetica funzionale, fMR) permettono di visualizzare quelle aree cerebrali che si attivano in risposta agli stimoli musicali e di seguire le modalità con cui le diverse regioni cerebrali danno la percezione della musica ed evocano le emozioni. “Attraverso il coinvolgimento di aree tipicamente deputate a funzioni diverse – continua Granieri – l’emisfero destro, “creativo”, coglie il timbro e la melodia, il sinistro, “logico”, analizza il ritmo e l’altezza dei suoni, interagendo ad esempio con l’area del linguaggio che sembra capace di riconoscere anche la ‘sintassi musicale’”. Ricaduta clinica di queste ricerche, in cui sono coinvolti anche i gruppi di ricerca di Audiologia e della Clinica Neurologica di Ferrara, è la continua messa a punto di test clinici per valutare le capacità di una persona di percepire o riconoscere le melodie. “Ciò consente di favorire la diagnosi in fase precoce di alcune malattie del cervello – aggiunge il Prof. Granieri – permettendo l’individuazione di disfunzioni specifiche di un sistema o di una regione cerebrale. Stimolazioni cerebrali con melodie gradevoli in una persona con grave cerebropatia o in coma in diversi casi possono avere “effetti risveglianti” perché stimolano emozioni positive”.
Nel corso della tavola rotonda si parlerà di psicologia della musica che studia il fenomeno musicale nei suoi aspetti neuropsicologici, psicologici e psicoterapici, nell’intento di far luce su ciò che accade nei fruitori durante la ricezione di un’opera musicale, sulla struttura e i caratteri del processo creativo che è alla base della produzione musicale, sul rapporto tra le reazioni mentali sostenute dal valore semantico della musica e le reazioni sentimentali irriflesse e a tonalità affettiva, sul rapporto tra la base sentimentale-emotiva e la simbolicità a cui la musica rinvia. Verranno trattati anche temi che riguardano l’impatto della musica sulle attività lavorative e le principali patologie acustiche e neurologiche cui possono andare esposti i musicisti professionisti.
La Tavola Rotonda è aperta al pubblico.

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