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20 settembre 2007

Mussi e la riforma, missione fallita

L’ Università del 3 + 2 non piace proprio a nessuno. Cosa dura da accettare per il ministro Fabio Mussi, ma i risultati dello studio esegui

L’ Università del 3 + 2 non piace proprio a nessuno. Cosa dura da accettare per il ministro Fabio Mussi, ma i risultati dello studio eseguito dal consorzio bolognese AlmaLaurea (il primo dal 2001) parlano chiaro. Intitolata “Profilo dei laureati 2006”, la ricerca mostra chiaramente tutte le perplessità, che studenti (laureandi e laureati) e persino docenti Universitari hanno nutrito da quando la riforma è diventata operativa, nel 2001, sino ad oggi, dopo sei anni. Lo studio accurato di AlmaLaurea ha mostrato senza nessuna ombra di dubbio, che lo studente del nuovo millennio soffre di un male incurabile: la sindrome di Peter Pan. La grande maggioranza dei ragazzi che frequentano l’Università o che sono già laureati, ha paura di crescere e di intraprendere la carriera lavorativa.
Il dato sembra ancora più preoccupante e la sconfitta ancora più amara per il ministro Fabio Mussi, se si riflette sul fatto che l’obiettivo reale della riforma varata nel 1999, era quello di lanciare più precocemente i giovani nel mondo professionale.
A quanto pare l’ Università “riformata” non è piaciuta. Le statistiche hanno mostrato che ben 83 laureati di primo livello (tre anni di studio) su 100 ambiscono a continuare l’iter di studio, mentre 71 su 100, puntano al conseguimento della laurea specialistica. E addirittura, anche gli studenti “specializzati” non si sentono appagati e vogliono continuare con master, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione ecc. ecc.
Lo studio ha inoltre dimostrato che la riforma Universitaria ha avuto conseguenze anche sulla scelta delle singole facoltà. Un esempio tra tanti, Giurisprudenza, che ha subito un notevole calo di iscritti negli ultimi cinque – sei anni.
Gli specialisti sono unanimi nel ritenere che la riforma del 3 + 2, che somiglia tanto ad un offerta da centro commerciale, debba subire una non piccola correzione. Alcuni ritengo che il problema sia da individuare proprio nei docenti. Andrea Cammelli, che dirige l’ AlmaLaurea ha affermato: “ Nella nuova Università non si può spiegare agli studenti un canto di Dante per un anno intero, come invece ho sentito dire”. Altri invece, come il rettore dell’ Università di Bari, credono che quella di Mussi sia stata una riforma a costo zero.

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