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13 settembre 2007

Un “buon” ricercatore elogia il suo Rettore

L’Italia, bisogna ammetterlo, a volte è un posto strano. Qui può succedere che nasca un’università privata in un centro commerc
L’Italia, bisogna ammetterlo, a volte è un posto strano. Qui può succedere che nasca un’università privata in un centro commerciale e che la carica di Rettore nello stesso ateneo si tramandi come un titolo nobiliare di padre in figlio. Scherziamo? Nient’affatto. Provate ad andare in Puglia, e per la precisione a Casamassima, cittadina in provincia di Bari dall’importante centro commerciale. Entrate proprio qui e cercate la “LUM – Libera Università del Mediterraneo” . Trovata? Bene, siete davanti al primo Ateneo d’Italia nato in un centro commerciale… Sapienza un tanto al chilo verrebbe da dire. Eppure le stranezze non finiscono qua. Dallo storico fondatore, ora deceduto, Giuseppe Degennaro, che ha creato la Lum nel 1995, il figlio Emanuele ha ereditato, tra l’altro, la carica di Rettore. Un figlio d’arte, che nel 2004, appena terminati gli studi presso la stessa università, si è ritrovato ad esserne il Rettore. Niente male come primo impiego, definirla una carriera brillante sarebbe un eufemismo.
A tutto questo occorre aggiungere che la “LUM” è un’università privata riconosciuta dal 2000 dal Ministero.
Ma le stranezze non si fermano qui. E’ di questi giorni la notizia che un giovane ricercatore di sociologia di questa università si è ritrovato con un procedimento disciplinare aperto. “Notiziona!”, direte voi, ma aspettate di sentire il resto; Alessandro Orsini, 31 anni, è il giovane ricercatore in questione. Poche settimane prima del provvedimento si era rifiutato di scrivere un libro-elogio sul defunto Rettore Degennaro: “motivi etici” era stata la sua giustificazione. Chiaramente nelle alte sfere, così abituate a ragionare in termini monarchici, il rifiuto si era palesato come un vero e proprio reato di lesa maestà, al quale porre rimedio. Orsini diventa così assenteista, e la Facoltà di Giurisprudenza apre nei suoi confronti un procedimento disciplinare. Niente a che fare con il “Grande Rifiuto” però. Il preside della facoltà, Roberto Martino, spiega che il ricercatore è stato praticamente assente dall’Ateneo da ottobre a gennaio. A denunciare il caso, con una lettera di protesta al ministro Mussi, sono stati un centinaio si sociologi italiani cappeggiati da Franco Ferrarotti. Gli studiosi chiedono al ministro di difendere la libertà di ricerca e la dignità del ricercatore, ricordando che la “LUM”, pur essendo un’università privata, è riconosciuta e dispensa titoli con valore legale, oltre a ricevere cospicui finanziamenti pubblici, e quindi certi comportamenti non sono ammissibili.
Nel frattempo Orsini rischia il posto di lavoro. A decidere sul suo destino sarà il Rettore della “LUM” Emanuele Degennaro…

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