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26 settembre 2007

Verona: Impatto ambientale e energia rinnovabile

L’avanzato impianto di depurazione del comune di Treviso come “aula” per toccare con mano i problemi dell’ingegneria ambientale. I corsi della Scuol
L’avanzato impianto di depurazione del comune di Treviso come “aula” per toccare con mano i problemi dell’ingegneria ambientale. I corsi della Scuola di ingegneria chimica ambientale: trattamenti industriali delle acque e biotecnologie delle risorse rinnovabili, master di secondo livello tenuto dalle Università di Verona, Trieste, Udine, Padova e Venezia, si svolgeranno infatti in una struttura messa a disposizione dal Consorzio Universitario di Treviso (CUT) e dal Comune di Treviso.

Il master è alla sua quinta edizione e prevede di formare esperti nel trattamento industriale delle acque, in grado di operare in posizioni di responsabilità nelle strutture pubbliche e private, attraverso un programma molto concreto, ricco di esercitazioni ed attività pratiche. Gli studenti che seguiranno il corso, tra gli otto e i sedici partecipanti, saranno in grado di prevenire i rischi ambientali dovuti ad acque reflue, fanghi e biomasse, di valutarne l’impatto ambientale e ottimizzarne il ciclo di trattamento attraverso processi convenzionali e avanzati.
Punto di forza del percorso formativo è l’approfondimento di tematiche legate alla produzione di energia rinnovabile a partire da materiali organici. Nell’impianto che ospita le attività didattiche vengono smaltiti rifiuti organici per la produzione di energia elettrica e calore: si toccheranno con mano le questioni legate alla sostenibilità ambientale e al rinnovo delle risorse energetiche.
Il master, le cui iscrizioni resteranno aperte fino al 23 novembre, prevede un periodo di lezione di sei mesi, da gennaio a giugno 2008, seguito da tre mesi di stage presso le aziende. Un’attività che nelle edizioni precedenti ha agevolato l’inserimento nel mondo del lavoro per molti iscritti.
«Alcuni studenti arrivano anche dall’estero per seguire i nostri corsi – ha sottolineato Franco Cecchi, presidente del Comitato scientifico del master e ordinario di Impianti Chimici all’Università di Verona – e l’anno scorso tre studenti provenivano dal Sud America. A significare che, pur non essendoci alcun accordo ufficiale, la nostra attività è seguita e apprezzata in molti Paesi e che il problema ambientale legato alle fonti di energia rinnovabili e alla “salute” delle acque è quanto mai attuale e urgente».

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