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30 ottobre 2007

Draghi a lezione all’Università di Torino. Italia: “salari troppo bassi”

Il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha tenuto una lezione presso la facoltà di Economia dell’Università di Torino in occasio

Il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha tenuto una lezione presso la facoltà di Economia dell’Università di Torino in occasione della 48ª Riunione Scientifica della Società Italiana Economisti. Le dichiarazioni di Draghi, riportate dalla Stampa.it, hanno toccato i punti fondamentali della situazione economica dell’Italia di oggi. “Nel confronto internazionale, i livelli retributivi sono in Italia più bassi che negli altri principali Paesi dell’Unione europea. Secondo dati dell’Eurostat relativi alle imprese dell’industria e dei servizi privati nel 2001-2002, la retribuzione media oraria era, a parità di potere d’acquisto, di 11 euro in Italia, tra il 30 e il 40 per cento inferiore ai valori di Francia, Germania e Regno Unito. (…) Anche a parità di caratteristiche individuali le retribuzioni mensili nette italiane risultano in media inferiori di circa il 10 per cento a quelle tedesche, del 20 a quelle britanniche e del 25 a quelle francesi”. Per i giovani la situazione è ancora peggiore, altro che ‘bamboccioni’! Continua Draghi: “nel confronto europeo, l’Italia è il Paese con la quota più alta di giovani che convivono con i genitori e con la quota più bassa di nuclei familiari con capofamiglia al di sotto dei 30 anni. (…) Le giovani generazioni d’oggi guadagnano meno delle precedenti perché la loro produttività è meno adeguata al paradigma tecnologico corrente di quanto non lo fosse la produttività delle generazioni entrate nel mercato del lavoro nei decenni passati al vecchio paradigma. Riportare la produttività su un sentiero rapidamente ascendente risolve il problema di offerta dell’economia italiana, consente aumenti retributivi, rafforza la domanda interna.” Le soluzioni riguarderebbero “una coraggiosa riforma del sistema d’istruzione, e in particolare dell’istruzione superiore, che deve sollecitare i giovani in procinto di affacciarsi sul mercato del lavoro a investire seriamente in capitale umano” ma anche “il riconoscimento del talento, perché sia adeguatamente valorizzato, anche nelle politiche retributive”; inoltre sarebbe utile “un innalzamento dell’età effettiva di pensionamento” ricostruendo così “l’equilibrio fra attesa di vita, attività lavorativa e modelli di consumo”.

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