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30 ottobre 2007

USA: il cellulare che non ti abbandona mai

Producono radiazioni nocive alla salute, provocano danni irreparabili al sistema nervoso, sono stati ritenuti responsabili della ‘follia’ e della mortProducono radiazioni nocive alla salute, provocano danni irreparabili al sistema nervoso, sono stati ritenuti responsabili della ‘follia’ e della morte di milioni di api (si veda in proposito il nostro articolo del 9/05/2007). Aspettando di essere eletti fra le cause dei rivolgimenti climatici del globo, i cellulari tornano a colpire noi umani, scatenando, a quanto sembra, una nuova preoccupante sindrome. L’hanno chiamata “sindrome del Blackberry fantasma”. Il Blackberry, lo ricordiamo, è un piccolo marchingegno di ultima generazione, creato per rendere più veloce ed agevole il traffico di mail tramite delle connessioni dirette senza passare per i server di posta elettronica.
In questo caso, il “Blackberry fantasma”indica, per i neurologi americani dell’Università del Maryland fautori della ricerca, in generale qualsiasi apparecchio di telefonia mobile o palmare che, pur non essendo fisicamente presente, lo è nel cervello del possessore che ne “sente” l’esistenza anche quando non ce l’ha. Più semplicemente si tratta del fenomeno per cui i proprietari avvertono le vibrazioni dei telefonini anche quando non li hanno con sé o quando hanno impostato la modalità silenziosa. Secondo Jack Tsao, professore di neurologia all’Università del Maryland, similmente a quanto avviene nelle persone che hanno subito amputazioni, che continuano ad avvertire prurito o dolore nell’arto che non esiste più. “In passato- commenta Tsao- consideravamo pazzi gli amputati che si lamentavano del dolore: oggi pensiamo che ci sia una base fisiologica per questa sensazione”.
Da New York, William Barr, neuropsicologo della New York University, afferma . “Se usi molto il cellulare diventa come una parte di te. E’ come indossare tutto il giorno un calzino troppo stretto, quando lo togli continui a sentire la sensazione intorno al piede”. La corteccia somatosensoria del nostro cervello, dove hanno sede i nervi che analizzano le percezioni tattili, causa l’abitudine, cominciano a considerare il cellulare come un’appendice del corpo; quando non lo portiamo con noi il cervello lo percepisce come un arto fantasma, che non ci è più attaccato, ma è come se lo fosse ancora.
Altra interpretazione delle vibrazioni fantasma è quella che ne dà il professor Jon Kaas, neuropsicologo alla Vanderbilt University del Tennessee: bisognerebbe parlare di un fenomeno di condizionamento operativo. Per esempio, un topo da laboratorio, quando capisce che se preme una leva viene ricompensato con del cibo, impara a premerla molto più frequentemente. Nel caso dei cellulari, chi è contento quando riceve una telefonata o un sms, controlla il cellulare più spesso anche senza gli avvisi della suoneria o della vibrazione. Spiega Kaas: “La gente viene premiata quando riesce a percepire le vibrazioni e impara a rispondervi sempre meglio”.

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