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29 novembre 2007

Alghero Moving Image Design

Grande interesse e entusiasmo ieri per Fabio Legnani dello Studio Bonsaininja di Milano e la sua lezione aperta Alghero Moving Image Design, EsperienzGrande interesse e entusiasmo ieri per Fabio Legnani dello Studio Bonsaininja di Milano e la sua lezione aperta Alghero Moving Image Design, Esperienze di progetto nella produzione di contributi animati per la TV.

“Abbiamo ritenuto importante far venire ad Alghero il rappresentante di uno studio creativo di Milano nel campo dell’immagine animata, ovvero del moving image design – ha esordito il prof. Nicolò Ceccarelli durante l’introduzione all’incontro – uno studio che indubbiamente lavora ad altissimo livello, con una capacità creativa e produttiva straordinaria”.

Lo studio, costituitosi nel 2005 per volontà di 5 studenti laureati in design al Politecnico di Milano, è un gruppo di lavoro che “ce l’ha fatta”, che ha deciso di provarci, di confrontarsi con il mercato professionale, iniziando a gestire e curare progetti dalla creatività fino alla messa in onda o alla diffusione online. Formato inizialmente da un nucleo base di 7 persone (5 designer, 1 grafico, 1 comunicatore/autore) lo studio ora conta una ventina di ragazzi, orientati principalmente alla creatività: “Crediamo che il valore di un progetto acquisti molta più importanza se parte da un’idea – ha commentato Legnani – Da sempre riusciamo a concentrare i progetti su un gruppo di circa 5 persone per volta, risparmiando in questo modo anche diverso denaro”. Ogni progetto ha infatti un capoprogetto che segue il prodotto dall’idea iniziale fino al risultato finito, rapportandosi costantemente con il cliente.

Come ha sottolineato lo stesso Legnani, oggi, a causa della proliferazione delle tv, è molto cambiato il modo di lavorare per e nella televisione, nonché il modo di rapportarsi con gli utenti finali. Nonostante questo, con il lavoro delle macchine e alcuni semplici software (4D, Maya, Photoshop, Illustrator), lo studio ha trasformato la propria passione in lavoro, così da realizzare in due anni numerosi lavori con diverse realtà importanti.

Il primo di questi è stato la campagna Natale 2005 di Mediaset, un vero trampolino di lancio, un video in diverse versioni nel quale scorrono le foto in bianco e nero dei vips da piccoli, sullo sfondo di ambienti animati ricreati con After Effects. “L’intento – ha detto Legnani – era infatti quello di mettere tutti i volti dei tre canali senza scomodare nessuno”.

Esperienza diversa (“per una diversa impostazione e cultura di base, per il diverso modo di rapportarsi con il pubblico”), ma altrettanto interessante il lavoro per il canale La7, per il quale lo studio ha realizzato la sigla e il packaging del TG, della trasmissione 8 e ½ e di Omnibus.

Ancora per la TV è stata illustrata la campagna “Deejay chiama Italia” del 2006, per poi spostare l’attenzione sull’ambiente “videoclip” con la famosa canzone “Toda Joia Toda Beleza” di Roy Paci&Aretuska: 430 “stacchi” postprodotti in soli 15 giorni, con numerosi effetti quali oggetti volanti e tornado totalmente realizzati al computer. “Lavorare per il videoclip è profondamente diverso – ha evidenziato ancora Legnani – è un mondo più professionale e professionalizzato, poiché devi produrre l’immagine di un brano a cui un cantante dedica tutta la propria attenzione in vista del mercato discografico”.

Altro settore affrontato, non meno complesso anzi più ambito poiché meglio remunerato, è stato quello della pubblicità. A titolo di esempio è stato mostrato lo spot “Ferrari Estreme”, che vide lo studio Bonsaininja vincere con clienti come Ferrari e Profumi Morris, poiché tra tutti i concorrenti fu l’unico a proporre una realizzazione totalmente in 3D: risultato del lavoro una goccia di profumo che, infrangendosi sulla sommità della boccetta, ricreava mille altre bollicine sullo sfondo di un cronometro da corsa automobilistica. Mesi di riunioni per 7 secondi di spot in tutto.

Ancora, il mondo delle telepromozioni che, contrariamente alle televendite, sono dei piccoli “spot”, ed è la direzione verso cui (“finalmente”, sottolinea Legnani) tende la televisione italiana, con componenti più “creative” e al passo con la tecnologia. A tal proposito Legnani ha ricordato la polemica, ultimamente balzata all’onore delle cronache, in merito alle promoserial, le telepromozioni “mascherate”, apparentemente continuazione del serial tv appena concluso (per similarità di ambienti e personaggi) e che in un certo senso ingannano i telespettatori, convinti di avere ancora a disposizione qualche minuto del programma preferito, facendo impennare gli ascolti.

A seguire è stato presentato il progetto TV Bonsai, un nuovo modo di concepire contenuti per la tv, grazie a “famiglie” tematiche e personaggi animati che “guidano” il telespettatore alla loro scoperta, un modo per “vestire e strutturare la tv senza invadere i contenuti”.

L’attenzione si è poi concentrata sul colosso Sky, per il quale lo studio ha realizzato nel 2006 la veste di 3 canali HD (high definition o alta risoluzione): generico, sport e cinema: “una bella sfida, quella di realizzare prodotti che dessero l’immagine della qualità”. Realizzati tutti in HD, infatti, contenevano soltanto una immagine “reale”, quella di un calciatore.

Legnani ha quindi concluso con una panoramica critica sulle maggiori emittenti italiane, sottolineando la differenza tra realtà come la RAI “inarrivabile, poco al passo coi tempi”, Mediaset “orientata alla massa, ma in fase di lento cambiamento”, La7, “più innovativa grazie alla sua eredità da MTV”, e SKY, “tutta un’altra dimensione, con molto denaro, un bacino d’utenza limitato ma selezionatissimo e che punta molto alla qualità”.

Attualmente lo studio Bonsaininja sta lavorando a una serie tv che dovrebbe essere pronta per fine aprile, la prima realizzata da Sky, dal titolo “Quo vadis baby”, con la direzione artistica di Gabriele Salvadores e con una lavorazione “all’americana”, sulla scia di fortunate serie tv come Lost e Heroes.

L’incontro, oltre ad essere stato un modo per conoscere uno degli studi emergenti della scena italiana, è stata l’occasione per delineare la figura del progettista dell’immagine in movimento e i potenziali sbocchi professionali in questo settore. Temi che gli studenti del laboratorio animazionedesign della Facoltà di Architettura di Alghero e del nuovo corso di laurea in Design hanno tra le proprie materie di studio e che hanno seguito con profondo interesse e curiosità.

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