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3 novembre 2007

Ideato il Thor, un nuovo sistema di riciclaggio dei rifiuti domestici

Finalmente nascono nuove soluzioni per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti domestici in Italia. La cosiddetta “Emergenza rifiuti”, s
Finalmente nascono nuove soluzioni per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti domestici in Italia. La cosiddetta “Emergenza rifiuti”, soprattutto in Campania, potrebbe vedere molto presto la sua fine. Infatti il nuovo sistema Thor (total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) – secondo il suo ideatore – consentirebbe di recuperare e raffinare fino a otto tonnellate l’ora di rifiuti solidi urbani, senza passare per i maleodoranti siti di stoccaggio. Insomma, una validissima alternativa agli ormai “obsoleti” inceneritori. Una domanda sorge spontanea: Ma chi ha progettato il Thor? “Di sicuro qualche ricercatore straniero e ben pagato”, starete pensando voi. E stavolta avete intuito male. L’inventore di questo nuovo impianto è Paolo Plescia, un ricercatore italiano al 100% che collabora presso l’Ismn-Cnr di Montelibretti di Roma. Uno di quei tanti ricercatori che passa la propria vita a studiare per la crescita del Paese e dell’umanità intera, ed alla fine si ritrova in una situazione economica precaria, riuscendo a racimolare, nella maggior parte dei casi, non più di 1200 euro al mese. Purtroppo siamo in Italia. Qui, i nostri politici non hanno ancora appreso la fondamentale importanza della Ricerca. E dunque niente investimenti! Per quanto riguarda il funzionamento del Thor, esso si basa su un processo di raffinazione meccanica, e non termica, dei materiali di scarto: l’impianto viene acceso solo quando occorre. Il prodotto finale della raffinazione è un combustibile ad alto rendimento e compatibile con qualunque tipo di sistema termico per uso civile e industriale. Ecco subito un esempio. Con 50 tonnellate di rifiuti solidi, il Thor consente di ricavare 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti. I costi e le dimensioni dell’impianto sono molto ridotti (rispetto agli inceneritori): un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati ed ha un costo medio di 2 milioni di euro.

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