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6 novembre 2007

Sapere e discriminazione: convegno a Roma sulle pari opportunità

E’ assolutamente degno di nota ciò che è emerso nel corso del convegno internazionale dal titolo “Pari opportunità e diritti

E’ assolutamente degno di nota ciò che è emerso nel corso del convegno internazionale dal titolo “Pari opportunità e diritti umani – Equal Opportunities and Human Rights”, che si è tenuto a Roma il 25 e 26 ottobre, promosso dai tre principali Atenei pubblici capitolini (“La Sapienza”, “Tor Vergata” e “Roma Tre”), sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica.
E’ emerso che le università, pur essendo per lo più frequentate da donne, continuano ad essere da sempre istituzioni tendenzialmente maschiliste.
Nel corso dell’evento, realizzato con il patrocinio della United Nations Educational Scientific Cultural Organization – Commissione nazionale italiana, della Commissione europea rappresentanza per l’Italia, della Regione Lazio – Assessorato per le Politiche del lavoro, giovanili e delle pari opportunità, della Provincia di Roma – Ufficio consigliere di parità, di Field Service Italia e della Banca del Fucino, è stato inoltre appurato che i curricula delle studentesse sono nettamente migliori di quelli dei colleghi maschi.
E’ stato il rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, il professor Alessandro Finazzi Agrò, a portare alla luce, nel corso di un suo intervento, questa particolare situazione, in cui versano le maggiori istituzioni del sapere.
Sembra proprio che, nonostante gli sforzi che sono stati fatti negli ultimi trent’anni dall’Unione Europea, nonostante l’impegno che ha coinvolto individui ed intere organizzazioni, nonostante le leggi e l’attenzione che si è voluta giustamente profondere, la discriminazione, da quella basata sull’origine etnica e sulla religione a quella basata sul genere, l’età o la disabilità, sia davvero un avversario difficile da sconfiggere definitivamente.
“Difendere una vera cultura delle pari opportunità è un dovere specifico delle università”, non ha mancato di ribadire il professor Renato Guarini, rettore dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, applaudendo all’iniziativa organizzata unitariamente dai tre atenei statali romani come “grande segno di sinergia da sviluppare in futuro”.

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