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Unimore: stragi negate

Redazione Controcampus 15 Novembre 2007
R. C.
19/09/2021

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia approfondisce lo scottante tema delle “Stragi negate, dimenticate, giustificate”.



Se ne parlL’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia approfondisce lo scottante tema delle “Stragi negate, dimenticate, giustificate”. Se ne parla in un seminario internazionale a Modena venerdì 16 e sabato 17 novembre.

La storia, quella ufficiale, ovvero gli storici terminata la parentesi dominata dalle ingombranti ideologie del XX secolo, cominciano a fare i conti col passato, un passato segnato da grandi conflitti, nei quali si sono consumati anche grandi eccidi di massa e stermini a sfondo etnico.

Con occhio critico si sono iniziate a rileggere molte di quelle pagine, che riesumano fatti di cronaca e circostanza spesso rimossi dalla storiografia dominante. In prima fila in questa opera di rivisitazione storiografica volta al recupero di questi tristi e terribili episodi bellici c’è un gruppo di studiosi e ricercatori dell’Università degli studi di Modena e Reggio emilia, che a queste “Stragi negate, dimenticate, giustificate” dedicano un seminario internazionale che si terrà a Modena venerdì 16 e sabato 17 novembre 2007.

“Il convegno – spiega la prof. ssa Giovanna Procacci del Dipartimento di Scienze del linguaggio e della cultura dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – si articola in due sessioni, una dedicata alla ricostruzione storiografica di eccidi del XX secolo che hanno coinvolto centinaia di migliaia di civili e delle quali ancora oggi si discute, l’altra destinata all’analisi della rappresentazione e della trasmissione degli eventi traumatici”

L’iniziativa, ospitata nell’Aula Riunioni della Facoltà di Lettere e Filosofia (largo Sant’Eufemia 19), prenderà il via alle ore 9.30 con una introduzione della prof. ssa Giovanna Procacci (Univ. di Modena e Reggio Emilia) e proseguirà con una serie di contributi che affronteranno alcune delle questioni più scottanti dal punto di vista storico: la prof. ssa Bruna Bianchi (Univ. Ca’ Foscari di Venezia) parlerà di “La violenza alla popolazione civile nella prima guerra mondiale”; il prof. Nicola Labanca (Univ. di Siena) si soffermerà su “Crimini di guerra italiani nell’Oltremare”; il prof. Guido Samarani (Univ. Ca’ Foscari di Venezia) esporrà “Il massacro di Nanchino: aspetti e problemi storici e storiografici”. Nel pomeriggio alle ore 14.30 sotto il coordinamento del prof. Lorenzo Bertucelli (Univ. di Modena e Reggio Emilia) prenderanno poi la parola: il prof. Frederic Rousseau (Univ. di Montopellier) su “I crimini della colonizzazione francese in Algeria”; il prof. Marek Waldemberg (Univ. di Cracovia) su “Massacri di Serbi nello stato indipendente croato 1941 – 1945”; il prof. Mila Orlic (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia) su “Massacri della ex-Jugoslavia: ideologie, politiche, usi ed effetti del nazionalismo nella Croazia degli anni ‘90”; il prof. Andrea Panaccione (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “A partire da Katyn: i rapporti polacco-sovietici durante la seconda guerra mondiale come questione storiografica e come posta politica”; e, infine, il prof. Cesare Giacobazzi (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “Il ritorno della storia rimossa: il passo del gambero di Gunther Grass e gli effetti a lungo termine dell’ideologia nazionalsocialista”.

Il secondo giorno, sabato 16 novembre, a partire dalle ore 9.30 sarà la volta di: prof. ssa Rita Monticelli (Univ. di Bologna) su “Ereditare il trauma: le maschere, le rivelazioni”; il prof. Roberto Vecchi (Univ. di Bologna) su “Scritture del massacro: differenza e ripetizione”; prof. Federico Rahola (Univ. di Genova) su “Ricordare per immagini: la costruzione visiva della memoria”.

Il seminario verrà concluso da una tavola rotonda di discussione sullo iato tra storie e memorie, ovvero sui motivi – tra loro diversi, ma anche spesso omologabili – per i quali le stragi vengono negate, dimenticate o giustificate e stravolte dalla comunicazione mediatica. Introdurranno la discussione per la sezione storica il prof. Filippo Ficardi (Univ. di Padova) e per la sezione critico-letteraria il prof. Marc Silver (Univ. di Modena e Reggio Emilia).

“Per quanto riguarda la sezione storica, il filo conduttore della riflessione – chiarisce la prof. ssa Giovanna Procacci – sui diversi eventi e sui meccanismi di occultamento, oblio, minimizzazione, messi in atto da poteri statali e da organismi formativi dell’opinione pubblica, è costituito, da una parte, dal rapporto delle stragi con il fenomeno guerra, come fattore di scatenamento e di giustificazione della violenza anche sui civili (guerre mondiali, guerre legate all’espansionismo o ai processi di decolonizzazione, guerre con predominanti caratteristiche razzistiche ed etno-nazionalistiche); dall’altra, dall’inserimento degli eventi e del carattere selettivo della memoria pubblica e culturale in una costellazione di nation-building, ovvero di processi di formazione e di consolidamento degli stati, di legittimazione attraverso presunzioni di innocenza o di assunzione di ruoli di vittime. Senza alcuna pretesa di esaustività, attraverso un approccio che leghi l’analisi dell’evento ai processi che ne hanno condizionato la memoria o che hanno fatto della stessa ricostruzione fattuale un terreno di scontro politico, verranno presi in esame alcuni casi storici di stragi che si caratterizzano per un duplice rapporto con le guerre e con i miti fondativi degli stati, soffermandosi sulle circostanze che non solo hanno prodotto gli eccidi, ma che ne hanno anche imposto l’occultamento e la rimozione collettiva ancora a distanza di decenni. La sezione critico-letteraria del seminario – prosegue la docente – intende analizzare il rapporto tra memoria sociale/collettiva e memoria individuale nella rappresentazione, trasmissione ed elaborazione delle stragi e degli eventi ad esse collegati. Se la memoria è parte fondamentale nelle formazioni identitarie, individuali e collettive, l’analisi delle rappresentazioni delle stragi diviene fondamentale per decostruire i processi di memoria tra sfera pubblica e sfera privata.. Queste ‘ricostruzioni di memoria’ emergono da un complesso rapporto tra passato e presente, individuo e collettività, ricordo e oblio, culture dominanti e culture marginalizzate, storia e mito, trauma e conflitto, desideri e paure repressi o esplicitati”.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto