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15 novembre 2007

Unimore: stragi negate

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia approfondisce lo scottante tema delle “Stragi negate, dimenticate, giustificate”. Se ne parlL’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia approfondisce lo scottante tema delle “Stragi negate, dimenticate, giustificate”. Se ne parla in un seminario internazionale a Modena venerdì 16 e sabato 17 novembre.

La storia, quella ufficiale, ovvero gli storici terminata la parentesi dominata dalle ingombranti ideologie del XX secolo, cominciano a fare i conti col passato, un passato segnato da grandi conflitti, nei quali si sono consumati anche grandi eccidi di massa e stermini a sfondo etnico.

Con occhio critico si sono iniziate a rileggere molte di quelle pagine, che riesumano fatti di cronaca e circostanza spesso rimossi dalla storiografia dominante. In prima fila in questa opera di rivisitazione storiografica volta al recupero di questi tristi e terribili episodi bellici c’è un gruppo di studiosi e ricercatori dell’Università degli studi di Modena e Reggio emilia, che a queste “Stragi negate, dimenticate, giustificate” dedicano un seminario internazionale che si terrà a Modena venerdì 16 e sabato 17 novembre 2007.

“Il convegno – spiega la prof. ssa Giovanna Procacci del Dipartimento di Scienze del linguaggio e della cultura dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – si articola in due sessioni, una dedicata alla ricostruzione storiografica di eccidi del XX secolo che hanno coinvolto centinaia di migliaia di civili e delle quali ancora oggi si discute, l’altra destinata all’analisi della rappresentazione e della trasmissione degli eventi traumatici”

L’iniziativa, ospitata nell’Aula Riunioni della Facoltà di Lettere e Filosofia (largo Sant’Eufemia 19), prenderà il via alle ore 9.30 con una introduzione della prof. ssa Giovanna Procacci (Univ. di Modena e Reggio Emilia) e proseguirà con una serie di contributi che affronteranno alcune delle questioni più scottanti dal punto di vista storico: la prof. ssa Bruna Bianchi (Univ. Ca’ Foscari di Venezia) parlerà di “La violenza alla popolazione civile nella prima guerra mondiale”; il prof. Nicola Labanca (Univ. di Siena) si soffermerà su “Crimini di guerra italiani nell’Oltremare”; il prof. Guido Samarani (Univ. Ca’ Foscari di Venezia) esporrà “Il massacro di Nanchino: aspetti e problemi storici e storiografici”. Nel pomeriggio alle ore 14.30 sotto il coordinamento del prof. Lorenzo Bertucelli (Univ. di Modena e Reggio Emilia) prenderanno poi la parola: il prof. Frederic Rousseau (Univ. di Montopellier) su “I crimini della colonizzazione francese in Algeria”; il prof. Marek Waldemberg (Univ. di Cracovia) su “Massacri di Serbi nello stato indipendente croato 1941 – 1945”; il prof. Mila Orlic (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia) su “Massacri della ex-Jugoslavia: ideologie, politiche, usi ed effetti del nazionalismo nella Croazia degli anni ‘90”; il prof. Andrea Panaccione (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “A partire da Katyn: i rapporti polacco-sovietici durante la seconda guerra mondiale come questione storiografica e come posta politica”; e, infine, il prof. Cesare Giacobazzi (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “Il ritorno della storia rimossa: il passo del gambero di Gunther Grass e gli effetti a lungo termine dell’ideologia nazionalsocialista”.

Il secondo giorno, sabato 16 novembre, a partire dalle ore 9.30 sarà la volta di: prof. ssa Rita Monticelli (Univ. di Bologna) su “Ereditare il trauma: le maschere, le rivelazioni”; il prof. Roberto Vecchi (Univ. di Bologna) su “Scritture del massacro: differenza e ripetizione”; prof. Federico Rahola (Univ. di Genova) su “Ricordare per immagini: la costruzione visiva della memoria”.

Il seminario verrà concluso da una tavola rotonda di discussione sullo iato tra storie e memorie, ovvero sui motivi – tra loro diversi, ma anche spesso omologabili – per i quali le stragi vengono negate, dimenticate o giustificate e stravolte dalla comunicazione mediatica. Introdurranno la discussione per la sezione storica il prof. Filippo Ficardi (Univ. di Padova) e per la sezione critico-letteraria il prof. Marc Silver (Univ. di Modena e Reggio Emilia).

“Per quanto riguarda la sezione storica, il filo conduttore della riflessione – chiarisce la prof. ssa Giovanna Procacci – sui diversi eventi e sui meccanismi di occultamento, oblio, minimizzazione, messi in atto da poteri statali e da organismi formativi dell’opinione pubblica, è costituito, da una parte, dal rapporto delle stragi con il fenomeno guerra, come fattore di scatenamento e di giustificazione della violenza anche sui civili (guerre mondiali, guerre legate all’espansionismo o ai processi di decolonizzazione, guerre con predominanti caratteristiche razzistiche ed etno-nazionalistiche); dall’altra, dall’inserimento degli eventi e del carattere selettivo della memoria pubblica e culturale in una costellazione di nation-building, ovvero di processi di formazione e di consolidamento degli stati, di legittimazione attraverso presunzioni di innocenza o di assunzione di ruoli di vittime. Senza alcuna pretesa di esaustività, attraverso un approccio che leghi l’analisi dell’evento ai processi che ne hanno condizionato la memoria o che hanno fatto della stessa ricostruzione fattuale un terreno di scontro politico, verranno presi in esame alcuni casi storici di stragi che si caratterizzano per un duplice rapporto con le guerre e con i miti fondativi degli stati, soffermandosi sulle circostanze che non solo hanno prodotto gli eccidi, ma che ne hanno anche imposto l’occultamento e la rimozione collettiva ancora a distanza di decenni. La sezione critico-letteraria del seminario – prosegue la docente – intende analizzare il rapporto tra memoria sociale/collettiva e memoria individuale nella rappresentazione, trasmissione ed elaborazione delle stragi e degli eventi ad esse collegati. Se la memoria è parte fondamentale nelle formazioni identitarie, individuali e collettive, l’analisi delle rappresentazioni delle stragi diviene fondamentale per decostruire i processi di memoria tra sfera pubblica e sfera privata.. Queste ‘ricostruzioni di memoria’ emergono da un complesso rapporto tra passato e presente, individuo e collettività, ricordo e oblio, culture dominanti e culture marginalizzate, storia e mito, trauma e conflitto, desideri e paure repressi o esplicitati”.

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