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5 dicembre 2007

L’università italiana riprende prestigio in Europa

Dopo l’inclemente debacle subita ad opera della “World university rankings 2007”, che relegava le università italiane ad un ruolo secondario neDopo l’inclemente debacle subita ad opera della “World university rankings 2007”, che relegava le università italiane ad un ruolo secondario nel panorama mondiale della formazione universitaria, arriva una parziale rivincita ad opera del Centre for Higher Education development (CHE) di Gütersloh, in Germania. Il Centro in questione ha infatti elaborato, per conto del settimanale “Die Zeit” il “Ranking of excellent european graduate programmes in the Natural sciences and Mathematics 2007” (Classifica dei programmi europei di eccellenza per laureati in Scienze naturali e Matematica 2007). Tradotto, una lista delle migliori facoltà (dipartimenti) europee per studiare Matematica, Fisica, Chimica e Biologia. E nella classifica (che prende in considerazione oltre 4 mila dipartimenti del Vecchio continente) l’Italia può vantare un’eccellenza in Matematica, una in Chimica e ben quattro in Fisica. Nessuna invece in Biologia.
Dopo una rigida selezione il dipartimento di Matematica dell’università di Tor Vergata a Roma ha infatti conseguito una delle 19 eccellenze, l’unica in Italia, presenti in Europa. Con questo risultato la seconda università della Capitale si piazza nel gota dell’istruzione scientifica universitaria insieme a Cambridge e Oxford, tanto per citare le più conosciute. Ad infoltire la schiera delle eccellenze italiane c’è, come preannunciato, il dipartimento di Chimica dell’università di Bologna, tra i 25 considerati al top in Europa ma soprattutto i 4 dipartimenti italiani di Fisica, su 24 selezionati a livello europeo: Firenze, Padova, Pisa e Roma (La Sapienza). Un vero record che viene sottolineato dagli stessi estensori della pubblicazione annuale. Lo scopo dell’indagine è quello di fornire agli stessi atenei partecipanti una misura della qualità dell’azione di ricerca portata avanti e agli studenti una guida utile sulle future scelte in campo universitario e post universitario. I quattro parametri presi in considerazione sono: il numero delle pubblicazioni scientifiche relative al periodo 1997/2004, il numero di citazioni da parte degli altri atenei, la presenza di ricercatori al top (tra i 250 più citati in Europa) e l’utilizzo di fondi europei del programma Marie Curie, che favorisce la mobilità internazionale dei ricercatori con lo scopo di incrementare “lo sviluppo e il trasferimento delle competenze di ricerca, le prospettive di carriera, e la promozione di eccellenza in Europa”.

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