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20 dicembre 2007

Quale futuro per l’ Università del domani?

Il futuro delle generazioni e degli studenti prossimi, ma soprattutto quello delle Università del domani, sembra destinato a delle metamorfosi sor

Il futuro delle generazioni e degli studenti prossimi, ma soprattutto quello delle Università del domani, sembra destinato a delle metamorfosi sorprendenti. Oggi, nel primo decennio del duemila, voltando gli occhi indietro e confrontando gli attuali metodi di studio con quelli di qualche ventennio or sono, ci si sorprende non poco e si ravvisano innumerevoli cambiamenti. Innanzitutto allo stato attuale si può facilmente parlare, salvo casi eccezionali, di “ rapporti sociali ” tra docenti e alunni, cosa che prima era lungi dalle abitudini quotidiane. L’ insegnante in passato era solo un mentore, che doveva limitarsi ad esporre concetti, teorie, postulati e quant’ altro. Guai a portare discussioni oltre il perimetro della didattica, e guai a tentare la scambievole socializzazione insegnante-insegnato. Oggi invece le cose sembrano cambiate, anzi, si può dirlo, sono cambiate, ma non è assurdo pensare ad un ritorno alle origini. Il motivo è semplice. Se oggi non è difficile vedere un professore intrattenersi a sorseggiare un caffè con un alunno, chiarirgli dei concetti al di là degli orari consentiti, o addirittura discutere di tematiche aliene al settore Universitario, domani la storia potrebbe cambiare. Impossibile potrebbe essere, veder chiacchierare nei corridoi di una facoltà, un insegnante e un alunno. Un giorno dei robot potrebbero sostituire i nostri anzianotti professori. Supporti audio standardizzati e riproducibili all’ infinito potrebbero evitare la fatica di molti e forse rendere più semplice l’ apprendimento. Le aule studio potrebbero morire. L’ odore della carta potrebbe essere solo una lontana reminescenza. La produzione dell’ inchiostro per le biro potrebbe culminare. Supporti elettronici di ogni specie e forma potrebbero invadere le nostre abitazioni.
…Di primo acchito probabilmente tutte supposizioni nefande. Ma nulla, oggi, lascia ipotizzare un destino diverso per l’ Università del futuro. Forse ci vorranno decine di anni, o forse secoli, ma dopo aver constatato la rapidità con la quale oggigiorno avanza la tecnologia, è veramente difficile pensare al contrario. Basti pensare che da qualche mese in Italia è possibile partecipare a dei corsi on-line. Delle vere e proprie lezioni virtuali, gratuite e aperte a tutti, sono disponibili nella “ Galassia Internet ”. Per molti giovani Universitari dunque, niente più problemi di ritardo, niente corse in auto o a piedi. Con qualche clic di mouse il gioco è fatto: seduti davanti al proprio pc, magari in pigiama, si ascoltano le lezioni.
Cosa ci riserverà il futuro? Quanti professori Universitari si troveranno probabilmente, non si sa quando, senza lavoro? E soprattutto, c’ è da auspicarsi questo cambiamento sostanziale? E in ogni caso il tutto andrebbe interpretato come sinonimo di progresso o come un ritorno alle origini? Enigmi angoscianti.

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