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30 gennaio 2008

Anche la Sapienza aderisce al progetto FixO

E’ l’acronimo di Formazione e Innovazione per l’Occupazione il nome di questo progetto universitario di placement post-lauream, che a qualche mese dalE’ l’acronimo di Formazione e Innovazione per l’Occupazione il nome di questo progetto universitario di placement post-lauream, che a qualche mese dal suo lancio vede già coinvolti ben 61 atenei sparsi in tutta Italia. In realtà l’idea non nasce dagli ambienti universitari, già fautori nel caso della Sapienza di un innovativo e per il momento efficace programma di inserimento lavorativo dal nome Blus, bensì dai palazzi di quella politica spesso così lontana dalle esigenze della collettività tranne che nei rari ma apprezzatissimi casi come questi. Fixo è infatti promosso dalla Direzione Generale per le politiche per l’orientamento e la formazione del Ministero del Lavoro, con la collaborazione di Italia Lavoro. La Borsa Lavoro Università Sapienza (BLUS) rimane invece in un ruolo di mera collaborazione rispetto al progetto.
FIxO si prefigge un obbiettivo ambizioso, ma quanto mai utile in un momento storico cartterizzato da una cronica separazione tra università e mercati del lavoro. Si rivolge infatti a studenti, laureandi, neolaureati (quindi che non abbiano ancora maturato i 18 mesi dal conseguimento del titolo), dottoranti e allievi di master con lo scopo di attivare 730 tirocini di formazione e inserimento lavorativo. In questo caso le parole assumono un significato preciso: data la prassi ormai largamente diffusa di incorporare in azienda stagisti che al termine della loro seppur piacevole e arricchente esperienza concludono il loro rapporto con il datore di lavoro, FixO si propone al contrario l’impegno di creare le condizioni perchè al tirocinio segua anche un contratto di lavoro. Più concretamente: le imprese che offriranno ai giovani un contratto di almeno 12 mesi al termine del tirocinio riceveranno degli incentivi. Allo stesso modo i ragazzi che vi parteciperanno avranno un piccolo rimborso spese che si aggirerà attorno ai 200 euro. Sempre meglio di niente.
Ci sono quindi delle importanti novità che lasciano ben sperare rispetto agli uffici di placement che molti atenei mettono a disposizione degli studenti già da tempo. Tra queste l’idea – che è alla base del progetto – di creare degli spazi all’interno delle aziende in cui poter trasferire quell’innovazione tecnologica di cui l’università è artefice. Un modo quindi per far fruttare quel sapere astratto che troppo spesso il mercato del lavoro non riesce a riversare nella creazione di nuove figure professionali.
Per maggiori dettagli sul progetto, il link è il seguente:
www.progettofixo.it

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