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15 gennaio 2008

Chicago: creato il primo cuore bio-artificiale in laboratorio

Fino a pochi mesi fa si pensava che far tornare in vita gli organi fosse solo frutto della fantascienza che spesso vediamo nei film, che probabilmenteFino a pochi mesi fa si pensava che far tornare in vita gli organi fosse solo frutto della fantascienza che spesso vediamo nei film, che probabilmente eravamo troppo lontani da scoperte importanti come quella del Dott. Doris Taylor del centro cardiovascolare dell’Università del Minnesota.
La grande scoperta, ovvero, un cuore di un animale morto che torna a battere in laboratorio, è stata possibile grazie ad alcuni ricercatori statunitensi, dell’equipe del Dott. Taylor, che hanno dato vita al primo cuore “bio-artificiale” nella città di Chicago.
Si tratta un organo prelevato da un animale morto, in questo caso, ratti o maiali, e “rigenerato” attraverso l’impianto di cellule staminali. “La speranza sarebbe poter rigenerare un organo che possa adattarsi al corpo umano”, ha affermato Doris Taylor.
L’esperimento potrebbe dare una grande svolta nel mondo dei trapianti, mettendo così fine al problema della mancanza di donatori che ogni anno provoca la morte di 50.000 malati solo negli Stati Uniti. Il cuore bio-artificiale, secondo gli esperti della rivista “Nature Medicine”, avrebbe anche un altro vantaggio: ridurre il rischio di rigetto, migliorando notevolmente la vita di chi ha subito un trapianto e aumentando le sue aspettative di sopravvivenza all’intervento.

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