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4 febbraio 2008

Venezia: mostra in due tappe

L’Istituto Universitario di Architettura di Venezia ospita la mostra “Alvaro Siza, Architetto”, curata da Carlos Castanheira e dedicata a un grande maL’Istituto Universitario di Architettura di Venezia ospita la mostra “Alvaro Siza, Architetto”, curata da Carlos Castanheira e dedicata a un grande maestro dell’architettura portoghese. Saranno presentati 21 progetti recenti, documentati attraverso disegni, fotografie, plastici. L’apertura della mostra è prevista il 6 febbraio, alle ore 10.30, nello spazio espositivo “Gino Valle” presso il Cotonificio e sarà inaugurata da Carlo Magnani, rettore dello IUAV da Giancarlo Carnevale, preside della Facoltà di Architettura, e da Renato Bocchi, Direttore del Dipartimento di Progettazione Architettonica. La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio e sarà allestita in due tappe: la prima dedicata ai progetti residenziali (6-18 febbraio), la seconda ai progetti di edifici pubblici (18-28 febbraio). Ad Alvaro Siza, protagonista di spicco dell’architettura europea degli ultimi decenni, lo IUAV dedicherà più eventi distribuiti nell’arco del mese di febbraio, organizzando così una sorta di quello che nei corridoi è stato simpaticamente definito“mese siziano”. Le iniziative previste sono una conferenza dal titolo “In poche parole”, che sarà tenuta in occasione dell’inaugurazione da Francesco Venezia, docente di progettazione architettonica: dall’insegnamento del maestro portoghese, temi e indicazioni per una riflessione sul progetto contemporaneo; una conferenza (in data da comunicare) di Roberto Collovà, docente di progettazione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Palermo, che farà un’analisi dell’itinerario progettuale di Siza; una conferenza dello stesso Siza, anche questa in data da determinare, che quasi certamente andrà, dulcis in fundo, a chiudere la mostra. All’apice di una carriera costellata di importanti premi (Mies van der Rohe, Pritzker Prize e Praemium imperiale), Alvaro Siza si contraddistinse già negli anni settanta attraverso le esperienze della stagione socialista postsalazariana; erede della tradizione razionalista europea ma profondamente legato al dibattito post-CIAM, l’opera di Siza elabora e rinnova, compatibilmente con il costante mutare dei tempi, la tradizione dell’architettura del nostro continente.

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