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5 marzo 2008

Pisa: Sguardi, corpi e paesaggi nel cinema dei fratelli Taviani

L´omaggio che l´Università di Pisa e la città tutta dedicheranno a Paolo e Vittorio Taviani non si limiterà al conferimento dellaL´omaggio che l´Università di Pisa e la città tutta dedicheranno a Paolo e Vittorio Taviani non si limiterà al conferimento della laurea specialistica honoris causa in “Cinema, teatro e produzione multimediale”, in programma martedì 11 marzo nell´Aula Magna Nuova della Sapienza. Nel pomeriggio dello stesso giorno, infatti, al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi sarà inaugurata la mostra “Paolo e Vittorio Taviani. Sguardi corpi paesaggi”, a cura del professor Lorenzo Cuccu e del presidente del “Centro Cinema Paolo e Vittorio Taviani” di San Miniato, Andrea Mancini, e sarà presentato il volume dello stesso Cuccu su “La masseria delle allodole”, in uscita per le Edizioni Titivillus.

La mostra, che resterà aperta fino al 6 aprile con ingresso gratuito, comprende circa 150 fotografie di scena, in massima parte opera di Umberto Montiroli, 19 fra manifesti, fotobuste e locandine, tra cui quella di “Kaos” disegnata da Renato Guttuso, diversi bozzetti dello scenografo Andrea Grisanti, elementi della scenografia del film “Good Morning Babilonia!” e alcune testimonianze audiovisive.

Il nucleo centrale del percorso espositivo è costituito dalle fotografie di scena dell´ultimo film realizzato dai fratelli Taviani, “La masseria delle allodole”, liberamente ispirato all´omonimo romanzo di Antonia Arslan, che ha per argomento il genocidio della popolazione armena tra 1915 e 1916 e in particolare la lunga marcia verso il deserto e la morte delle donne armene e dei loro figli. A partire da questo nucleo si sviluppa la successione delle immagini che riproducono i momenti più significativi e artisticamente alti dell´opera dei due registi sanminiatesi: il senso della composizione, la capacità di fissare le situazioni drammatiche attraverso immagini icastiche (corpi, frammenti, disposizioni simboliche ricorrenti) e soprattutto il senso del paesaggio, vera e propria dominante visiva in tutta la loro opera, capace di rappresentare il rapporto dell´uomo con la natura, vista a volte come dispensatrice di ricchezza e di bellezza, a volte come entità ostile, matrigna, ingannatrice, portatrice di fatica vana, dolore e morte.

Dopo il successo della mostra “Segni multipli. Opere grafiche dalla donazione Argan”, che ha tenuto a battesimo il Museo della Grafica, Palazzo Lanfranchi ospita un´altra iniziativa di grande rilievo, che sempre più lo caratterizza come vero e proprio centro multidisciplinare sull´arte del Novecento. All´esposizione sui fratelli Taviani sarà dedicato l´intero primo piano dell´edificio, che recentemente si è arricchito di una Sala multimediale e di un Internet Point, mentre al secondo piano saranno visibili le collezioni permanenti del Museo della Grafica.

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