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17 marzo 2008

Sapienza: bambini e conflitti armati in Congo

La Sapienza, prima Università di Roma, e il Comitato CIRE, per la Cooperazione Internazionale e le Relazioni Esterne, con la collaborazione delLa Sapienza, prima Università di Roma, e il Comitato CIRE, per la Cooperazione Internazionale e le Relazioni Esterne, con la collaborazione delle cattedre di Storia e Istituzioni dell’Africa della professoressa Adriana Piga, Analisi dei movimenti migratori della professoressa Claudia Zaccai, e Politica Internazionale del professor Cilento, hanno organizzato un incontro intitolato “Bambini e conflitti armati: il caso Congo”. L’avvenimento avrà luogo il prossimo 17 marzo dalle ore 15 alle 17, nella sede della Sapienza di via Principe Amedeo, con la straordinaria partecipazione di Colette Kitoga Habanawema, “Premio Unicef 2005 – Dalla parte dei bambini”. Colette è un medico e psicoterapeuta congolese, laureatasi all’Università Cattolica di Milano, esercita la sua professione a Bukavu, ai confini con il Randa, dove è coordinatrice del Centro di cure mediche e psicologiche alle vittime di guerra “Mater Misericordiae”. Ha passato tutta la sua vita dedicandosi alla tutela dei diritti dell’infanzia, e nonostante siano passati cinque anni dalla fine della guerra in Congo, la situazione di quasi 11 mila bambini non è cambiata, a denunciare la piaga dei bambini soldato è anche Amnesty International, il problema è molto complesso perché in molti villaggi la guerra ha distrutto il tessuto sociale, e per i bambini non è facile reintegrarsi nella comunità. L’Unicef Italia l’ha premiata “per il suo instancabile impegno umanitario in favore dei bambini e delle bambine della Repubblica Democratica del Congo. In particolare per l’intensa opera finalizzata al recupero dei bambini soldato che hanno vissuto dolorose esperienze nelle guerre sanguinose di quella terra africana”. Colette in ogni intervista che rilascia non dimentica mai di richiamare gli africani alle loro responsabilità, ma lancia anche un appello a tutte le persone che possono ascoltarla: “Noi abbiamo urlato ma nessuno ci ha sentito. Adesso siamo stanchi e non abbiamo più la forza di gridare. Voi che leggete, siate la nostra voce, la voce dei senza voce. Gridate al posto nostro perché siamo stanchi della guerra. Vogliamo la pace!”.

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