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6 marzo 2008

Trento: i risultati del progetto europeo FORALPS

Valutazione a scala regionale dei cambiamenti climatici e del loro impatto su risorse ambientali e attività umane. Raccolta e studio delle se
Valutazione a scala regionale dei cambiamenti climatici e del loro impatto su risorse ambientali e attività umane. Raccolta e studio delle serie storiche di dati (relative soprattutto a precipitazioni, temperature e nevicate) fino a 200 anni fa. Strumentazioni innovative per il monitoraggio delle precipitazioni. Radar meteorologici dalle alte prestazioni grazie all’installazione di particolari sistemi di software. Sono alcuni dei risultati a cui ha portato FORALPS “Previsioni e osservazioni meteo-idrologiche per una migliore gestione delle risorse idriche delle Alpi”, progetto europeo avviato nel gennaio del 2005 e ora in via di conclusione. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma UE Interreg “Spazio alpino”, ha visto la partecipazione di 13 partner – fra servizi meteorologici, uffici idrografici e università – da tre paesi dell’arco alpino: Austria, Italia e Slovenia. Fra gli 8 italiani spiccano l’Università di Trento, nel ruolo di partner capofila con il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale, e la Provincia autonoma attraverso l’Ufficio Previsioni e Organizzazione. Venerdì 7 marzo, a Trento nella Sala di rappresentanza della Regione (alle 9.30 registrazione partecipanti, alle 10 apertura lavori), si terrà la conferenza finale del progetto con la presentazione dei risultati. Questa mattina in rettorato è stato illustrato il lavoro di ricerca.
“Non siamo qui a fare annunci, ma a portare consuntivi” ha esordito Davide Bassi, rettore dell’Università di Trento. Quindi ha osservato che, con questo progetto che può essere definito come “un mix di competenze accademiche e di applicazioni operative”, l’Università si è messa a servizio della comunità. “Anche il comune cittadino ha la percezione dell’importanza dei cambiamenti climatici sulla vita di tutti i giorni. Non bisogna farsi prendere dal panico, ma neanche stare ad aspettare senza fare nulla. È importante che ci sia questo network che coinvolge vari partner europei con strutture accademiche e con altre più operative. Fino ad oggi abbiamo ottenuto risultati molto importanti. Sono state poste le basi per nuovi ulteriori sviluppi”.
Gli ha fatto eco Alberto Trenti, direttore di Meteotrentino. “La scala geografica delle regioni alpine – ha spiegato Trenti – è quella giusta per studiare i cambiamenti climatici e il loro impatto e per migliorare la gestione delle risorse ambientali, a cominciare da quella idrica”. Ha detto che sui risultati ottenuti con FORALPS saranno innestati nuovi progetti.
Dino Zardi, docente di fisica dell’atmosfera al Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale e direttore del progetto FORALPS, ha ricordato che il progetto s’inserisce nel programma di Sviluppo Regionale dell’Unione Europea, ambito “Spazio alpino”. Quindi si è soffermato sull’obiettivo del progetto: migliorare le risorse e gli strumenti per la conoscenza e la valutazione di vari fattori meteorologici e climatologici, a servizio di una migliore gestione delle risorse ambientali, in particolare dell’acqua. A questo puntano le tecniche innovative adottate per il monitoraggio e la previsione dei processi ambientali..

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