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17 marzo 2008

Università italiane? Meglio gli atenei stranieri

Non ci siamo. Le università italiane arrancano, mancano i finanziamenti alla ricerca e non riescono a decollare.
E’ sempre la stessa la situazNon ci siamo. Le università italiane arrancano, mancano i finanziamenti alla ricerca e non riescono a decollare.
E’ sempre la stessa la situazione che emerge dal World University Rankings, rapporto sulle migliori Università del mondo, stillato annualmente da The Times-Higher Education Supplement e Qs.
Tenendo conto della didattica, dell’attività di ricerca, delle opportunità di lavoro offerte agli studenti, i primi posti sono occupati dagli atenei americani ed inglesi (in testa Harvard, Cambridge, Oxford e Yale), seguiti da quelli francesi (Ecole Normale Superieure).
Le Università italiane faticano a classificarsi tra le prime 200: solo l’Università di Bologna e La Sapienza di Roma si collocano prima del trecentesimo posto. Altre sette atenei si sono classificati tra i primi trecento e ben 12 oltre il quattrocentesimo posto.
Una graduatoria che fa discutere circa la posizione di ben poco rilievo riservata alle nostre Università.
Nessuno mette comunque in discussione le abilità degli studenti italiani: basti pensare a quanti di loro occupano posti di prestigio nei principali centri di ricerca nel mondo.
Il problema in Italia è sempre quello: mancano le risorse da dedicare alla formazione, alla ricerca e all’innovazione tecnologica.

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