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10 aprile 2008

Emergenza cultura in Iraq: accordo tra l’Università di Foggia e l’Unesco

L’Università degli studi di Foggia, a seguito di un accordo stipulato dalla sezione responsabile delle Relazioni Internazionali, è parteL’Università degli studi di Foggia, a seguito di un accordo stipulato dalla sezione responsabile delle Relazioni Internazionali, è parte integrante di un accordo di cooperazione stipulato nel 2007 tra l’UNESCO, l’Ufficio per l’Iraq di Amman, Giordania e il Ministero dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica Iracheno, l’Università di Foggia, l’Università di Alberta, l’Università del Cairo, l’University College of Dublin, l’Università di Bangor ed infine l’Università di Buckingham. Il progetto è nato per rispondere alle esigenze dei vari dipartimenti universitari iracheni che hanno deciso di dar vita a delle collaborazioni inter-universitarie per potenziare i rapporti culturali e di cooperazione dell’Iraq.
Ogni esser umano è in grado di decidere il proprio percorso formativo, ognuno ha il diritto di sapere, di studiare ma, sfortunatamente, molti paesi dell’oriente sono stati assoggettati ad un regime di isolamento culturale forzato che dura da circa trent’anni.
Dopo i bombardamenti degli ultimi decenni quasi tutte le biblioteche delle università sono state date alle fiamme; insieme agli oggetti l’intero mondo della cultura è stato completamente raso al suolo rendendo la situazione dell’istruzione catastrofica in linea con le condizione disperate del Paese. L’obiettivo del programma dell’UNESCO è la ricostruzione del mondo accademico in Iraq. A questo fine, sono stati organizzati degli scambi che hanno permesso a ventiquattro professori iracheni di trascorrere un periodo in Italia e arrivare a realizzare un ponte comunicativo che vada a consolidare i rapporti accademici e ricostruire quel sistema di istruzione superiore da tempo arrugginito. I 24 docenti iracheni seguiranno presso l’Ateneo foggiano tre seminari di studio su temi relativi alla Pace e democrazia, ai Beni culturali ed infine l’Istruzione speciale nel dopoguerra.

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