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23 aprile 2008

Scegliere l’università: servono tempo e calma. L’iniziativa del politecnico di Torino

La scelta dell’università è un momento fondamentale nella vita di ogni ragazzo in procinto di finire la scuola superiore. Spesso la fretLa scelta dell’università è un momento fondamentale nella vita di ogni ragazzo in procinto di finire la scuola superiore. Spesso la fretta, la mancanza di un’informazione adeguata e le pressioni famigliari possono condurre a scelte sbagliate delle quali ci si pente e tornando sulle quali si perde del tempo prezioso. “Ragazzi, scegliete con serenità. Riflettete con calma e pensate per tempo, già adesso, alla strada che volete intraprendere, perchè da ciò che deciderete deriverà una svolta che potrebbe determinare tutto il resto della vostra vita”. Questo, all’unisono, l’appello lanciato qualche giorno fa da Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino, e dal suo vice Giuseppe Andrea Ferro, delegato all’orientamento dell’ateneo durante “Orientati al futuro”, il salone allestito appositamente per gli oltre 10mila studenti delle scuole superiori che vi hanno partecipato. Una scelta di studi sbagliata è tra le cause principali del precariato nel lavoro: al Politecnico il 20% degli studenti abbandona i corsi dopo il primo anno dichiarando di trovarli troppo difficili. Per consentire agli studenti di pensare con più attenzione al corso che scelgono e per testare con un certo anticipo la loro predisposizione agli studi scientifici, il Politecnico lancia un’iniziativa: una prova di ammissione anticipata (il prossimo 17 maggio) per i corsi non a numero chiuso (quasi tutti quelli di ingegneria). Una specie di allenamento in vista delle prove ufficiali di settembre che consente ai ragazzi di individuare le proprie carenze nelle materie richieste, matematica, fisica e scienze. Qualunque sia il risultato di questo test anticipato, gli studenti potranno comunque riprovare a settembre. Quello che conta è capire quanto prima se si è portati o no per gli studi del Politecnico: l’ateneo, secondo i dati nazionali del consorzio Almalaurea, è in Italia quello che offre le maggiori possibilità di impiego con l’80% di occupati a un anno dalla laurea e il 93% a cinque anni, ma, come spiega il professor Ferro, “Svegliarsi ogni mattina per andare a un lavoro che piace appaga anche di più dell’ammontare dello stipendio”. E un lavoro che piace lo si fa solo per cinque anni si studia qualcosa che ci appassiona e per la quale siamo portati: capire il prima possibile quale sia questo qualcosa dovrebbe essere una possibilità offerta a ogni giovane in procinto di entrare nel mondo universitario.

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