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19 maggio 2008

Università Italiane: Docenti “Mummie”

Obsolete! Così potremmo definire le Università Italiane.
Tutto questo perché abbiamo deciso di svolgere un’analisi sulle et&agraObsolete! Così potremmo definire le Università Italiane.
Tutto questo perché abbiamo deciso di svolgere un’analisi sulle età medie dei professori e dei ricercatori italiani mettendoli a confronto con docenti delle diverse Università Europee grazie ai dati fornitici dall’Ocse – Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
I professori che insegnano negli atenei italiani sono i più vecchi d’Europa ma il record lo si è raggiunto nel 2007. L’età media dei nostri docenti a livello universitario, comprensiva anche dei ricercatori, che abbassano la media stessa, di poco inferiore ai 51 anni, non trova raffronti all’estero. Si può capire meglio ciò raffrontando l’Italia con la Francia; nello stato Francese infatti, l’età media dei docenti è di 45 anni ma non è tutto; in Germania e Portogallo, l’età media dei docenti scende a 42 anni, e ancora più bassa è la media in Turchia dove i professori salgono in cattedra in tenera età, mantenendo così la media a 38 anni. Infatti, in Italia, la metà dei professori universitari ordinari ha superato i 60 anni e quasi 8 docenti su 100 ha superato gli 70 anni.
Dunque questo lascia di gran lunga l’amaro in bocca. Qui si può ben capire perché molti giovani ricercatori, docenti e quant’altro ancora vanno all’estero. Lì si sentono tutelati, meglio apprezzati e soprattutto validi. L’Italia resta un paese senile, obsoleto e scarsamente valido a livello scientifico in quanto ha potenziale ma raramente lo sa sfruttare. Preferisce avere dietro le aule delle “mummie” che insegnano ancora leggendo da un testo – usando raramente un microfono per farsi sentire in aula – piuttosto che giovani insegnanti capaci, aperti e tecnologici.
Dunque, nei nostri atenei, i giovani docenti sono assai scarsi: se si considerano in tal modo gli under 40, i giovani sono l’1,7%, invece, considerando giovani gli under 50 la percentuale sale a poco meno del 19%. Le valutazioni migliorano lasciando da parte i docenti ordinari, all’apice della loro carriera, e prendendo in esame i professori associati dove, in ogni caso, un quarto del totale è composto da professori che hanno già superato i 60 anni.
E, infine, l’avanguardia della carriera universitaria a tempo indeterminato è rappresentato dai ricercatori che, in teoria, non dovrebbero insegnare ma che spesso in molti atenei svolgono la maggior parte dei corsi didattici. Tra essi ci sono i più giovani in assoluto – dovendo però ammettere che i dati non sono poi tanto confortanti: gli under 30 sono appena 2 su 100.
Quindi è facile capire quanto l’Italia sia lontana dalle altre realtà europee in tema di docenti universitari: nel nostro Paese, al contrario degli altri, soltanto 4 docenti su 100 hanno un’età inferiore ai 34 anni. Record di giovinezza alla Turchia dove il 41% dei professori ha meno di 34 anni.

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