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24 giugno 2008

Il fumo compromette le capacità cognitive della memoria

Il fumo uccide. Il fumo provoca il cancro. Quante volte abbiamo letto sui pacchetti di sigarette queste frasi? Anche se vederle scritte ci sa tant

Il fumo uccide. Il fumo provoca il cancro. Quante volte abbiamo letto sui pacchetti di sigarette queste frasi? Anche se vederle scritte ci sa tanto di pura formalità, la cosa è ben fondata e si basa su anni e anni di studio. In un’ultima ricerca effettuata da Severine Sabia, ricercatrice dell’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale presso Villejuif in Francia, si è scoperto che il fumo avrebbe la capacità di “bruciare la memoria” già in giovane età. Lo studio effettuato su circa 10 mila individui dai 35 ai 55 anni ha dimostrato come, nei fumatori, vi sia una evidente riduzione della memoria rispetto ai “non amanti del tabacco”. Vengono compromesse le capacità cognitive di approfondimento, memoria, e ragionamento. Si inizia dunque con una lieve compromissione per poi finire, in età senile, con ogni probabilità, in una grave demenza come il morbo di Alzheimer. Ma a tutto c’è un rimedio. In questo caso? Semplice, smettere di fumare! Infatti, sempre secondo l’indagine pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine, gli ex-fumatori riescono a recuperare, quasi totalmente, tutte le capacità mnemoniche perse durante tutte le belle giornate passate a fumare. In conclusione, da come si può ben capire, il fumo delle sigarette non provoca danni soltanto a lungo termine, ma anche in età giovane. Smettere di fumare ne vale davvero la pena. Perché non provarci?

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