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7 settembre 2008

Una ricercatrice di Milano alla scoperta della particella di Dio

È una giovane ricercatrice proveniente dalle aule dell’Università degli studi di Milano, la protagonista, assieme ad altri studiosi, della riceÈ una giovane ricercatrice proveniente dalle aule dell’Università degli studi di Milano, la protagonista, assieme ad altri studiosi, della ricerca della “particella di Dio”. Il suo nome è Fabiola Giannotti, la quale si diverte a parlare di protoni, gluoni o materia oscura come se stesse reggendo una piacevole chiacchierata. Fabiola coordinerà ATLAS, uno dei quattro esperimenti che metteranno in funzione l’LHC, il super-acceleratore di particelle frutto del CERN di Ginevra. “Sarà come aprire la porta di un giardino delle meraviglie – dice Fabiola– e gli obiettivi sono tanti: trovare il bosone di Higgs, soprannominato la particella di Dio perché spiega come mai la materia abbia masse diverse; decifrare la natura della materia oscura dell’universo; individuare nuove particelle o incontrare addirittura dimensioni sconosciute”. Una storia, quella della Giannotti che inizia nelle aule dell’Università di Milano, dove nel 1990 si laurea in fisica per poi proseguire gli studi con un dottorato, dopo il quale viene assunta subito dal CERN di Ginevra. L’Italia partecipa all’esperimento della “particella di Dio”, attraverso vari centri di ricerca come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e numerosi dipartimenti universitari, grazie all’impegno di circa seicento ricercatori. Ancora una dimostrazione di come la ricerca italiana sia un bene tutt’altro che da tagliare.

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