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26 settembre 2008

Università: Nuovi tagli all’orizzone – I rettori si oppongono

Si sono riuniti a Roma il 25 settembre scorso tutti i Rettori dgegli Atenei Italiani per discutere dei nuovi tagli in programma decidendo – durante laSi sono riuniti a Roma il 25 settembre scorso tutti i Rettori dgegli Atenei Italiani per discutere dei nuovi tagli in programma decidendo – durante la “Conferenza dei Rettori delle Università Italiane” (CRUI) – di mandare un forte imput al Governo bocciando la nuova Finanziaria.
Nel documento indirizzato al ministro Maria Stella Gelmini, i rettori hanno infatti ricordato che i nostri atenei sono praticamente strangolati e rischiano di non poter pagare neppure le retribuzioni del personale, – ribadendo comunque l’incondizionato impegno a operare per il rinnovamento e la ri-qualificazione funzionale di aspetti centrali della vita universitaria – la CRUI ha fortemente contestato l’operato del Nostro Governo; sono state mirate infatti – dopo le manovre triennali che il Parlamento ha approvato prima della pausa estiva – le nuove misure della legge Finanziaria che prevede entro il 2010 una diminuzione del Fondo di Finanziamento delle Università di oltre 700 milioni di euro – più del 10% del Fondo Cassa attuale – e tagli drastici per le università non statali. Non è più sopportabile – proseguono – l’azzeramento dei finanziamenti per l’edilizia universitaria che impedisce sia l’avvio di nuove realizzazioni funzionali alla didattica e alla ricerca, sia la semplice manutenzione delle strutture esistenti.
Una bocciatura senza appello che potrebbe provocare anche clamorose manifestazioni di protesta: “Deve essere sin d’ora chiaro – avvisano i rettori – che in assenza di provvedimenti adeguati, operativi entro il 2009, non ci resterà che trarre le uniche conseguenze possibili e coerenti con le loro responsabilità di fronte ai rispettivi atenei e al Paese. Il tempo a disposizione è brevissimo”.
Insomma un grido d’allarme molto forte che fa pensare sull’operato di gente che dovrebbe salvaguardare la Nostra Vita, la Nostra Istruzione e che a causa di molte “disattenzioni” passa sempre in secondo piano relegandoci al di sotto di altri paesi che, invece , nell’istruzione impiegano molte più risorse favorendo non solo uno sviluppo sostanziale dei nuovi cervelli ma garantendogli anche posti di lavoro sostanziali che permettano di soddisfare duri anni di studi e di sacrifici senza dover scappare all’estero in cerca di un lavoro e di un’attenzione maggiore.

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